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In gabbia il cane di Chizzola

«Pitbull abituato a colpire»

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Il responsabile del canile Arcadia di Rovereto e il veterinario incaricato dalla Asl sono andati a Chizzola di Ala per prelevare Ronnie, il pitbull che l'altro giorno a mezzogiorno ha aggredito Urbano Caliari, 75 anni, di Ala, procurandogli profonde ferite al volto e al ventre. Il volontario era andato a portare assistenza per conto di Trentino Solidale ad una donna che custodiva il cane in assenza del padrone. Un episodio che, oltre a causare gravi ferite per l'anziano volontario, ha sconvolto la consueta tranquillità del condominio di via del Porto, abitato, oltre che dalla padrona «temporanea» del cane, da altre quattro famiglie.

All'animale è stata messa la museruola e la pettorina, ed è stato blandamente sedato per essere trasportato nella struttura di Marco dove trascorrerà i dieci giorni previsti dalla legge per il monitoraggio comportamentale. Al termine di questo periodo verrà fatta una prima valutazione congiunta per vedere come procedere. A seconda dei margini di recupero dell'animale, si apre un ampio ventaglio di possibilità: dalla reintroduzione nella famiglia di origine al termine di un lungo percorso di rieducazione all'adottabilità, dalla permanenza in una struttura chiusa fino ad una possibile soppressione. Pierluigi Raffo, presidente dell'Associazione Arcadia che gestisce il canile ed esperto in comportamenti animali si esprime con cautela: «Vedo un animale molto reattivo, diffidente, impulsivo, non abituato alla presenza di estranei. Per certi versi è un cane disperato, con alti livelli di stress: è un animale pronto a scattare, abituato a colpire. È un cane molto impegnativo».

Ronnie ora sembra calmo: «L'abbiamo messo in un box, e ogni tanto verifico il suo stato, massaggiandolo per infondergli tranquillità e sicurezza».
Ronnie ha sette anni, è un maschio intero, ed è stato sempre di proprietà di una sola persona. Il suo padrone ora deve rispondere anche per quanto riguarda il risarcimento dei danni a Caliari, che ieri ha ricevuto oltre 50 punti di sutura. La prospettiva si complica però: il cane non è assicurato. E se la prognosi di guarigione dovesse superare i 40 giorni, scatterà d'ufficio la denuncia per lesioni. Va anche detto che il possesso di cani di razze impegnative ha una normativa particolare, che prevede particolari limitazioni che riguardano sia i padroni che gli animali.

Riprende Raffo: «Un altro elemento da prendere in considerazione è la storia di Ronnie: visto che è un cane così impulsivo, avrebbe dovuto essere stato segnalato dal veterinario che l'ha preso in cura. È importante prevenire questi episodi: per questo in Trentino ci si dovrebbe attivare per promuovere l'uso di un patentino legato al possesso di animali di questa potenza, se i sindaci con veterinari e le asl proponessero una nuova legge provinciale, sarebbe possibile tutelare sia i cani che le persone».

Dato per assodato che il problema non sono i cani ma i loro padroni, va detto che in questi ultimi tempi c'è stata un'impennata di aggressioni. «C'è poca cultura a questo riguardo - riprende il presidente di Arcadia - spesso i padroni trascurano i loro animali, e si limitano a gettare la palla al cane, allenando soltanto l'istinto predatorio, anziché promuovere attività di problem solving per aiutarli ad avere relazioni. Inoltre, il caldo ha fatto aumentare di molto lo stress. Anche l'uso della museruola aiuta a permettere una sana vita di relazione».
Intanto a Chizzola in via del Porto, gli abitanti sono ancora molto provati, e spaventati, dall'evento. «Siamo tranquille persone che lavorano, abbiamo la nostra dignità, siamo bravi cittadini, e abbiamo diritto alla nostra sicurezza», dicono prendendo le distanze dalla situazione in cui si è trovata la custode di Ronnie.

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