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Consegna pasti a domicilio: azzannato dal cane

50 punti di sutura a volontario di Trentino Solidale

Prognosi di 30 giorni per il 75enne Urbano Caliari

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Da tempo aveva deciso di dedicare la sua vita agli altri, e ieri intorno a mezzogiorno, proprio mentre stava consegnando del cibo a domicilio, Urbano Caliari 75 anni, di Ala, sagrestano della Parrocchia di San Giovanni, è stato aggredito da un cane che è saltato da una finestra e lo ha morso ripetutamente al volto e al ventre. Subito sono stati chiamati i soccorsi e l’uomo è stato prontamente trasferito con l’elicottero all’ospedale di Trento per essere medicato ed essere posto in osservazione. È stato necessario suturare le diverse ferite con oltre 50 punti. Le sue condizioni restano preoccupanti: la prognosi è di una trentina di giorni.

Il dramma è avvenuto nel cortile di un piccolo condominio di proprietà dell’Itea che si trova in via del Porto a Chizzola di Ala, una zona critica in cui si mescolano disagio e voglia di farcela. «Urbano è un volontario che lavora alla vecchia maniera - spiega Giorgio Casagrande , responsabile del progetto 117 di “Trentino Solidale” - che dedica il suo tempo libero a chi ne ha bisogno. A Trento e nelle grandi città utilizziamo dei punti per distribuire il cibo, ma lui preferiva il porta a porta, così da socializzare con le persone che hanno queste esigenze. Lo conosciamo da anni, è una persona molto buona e generosa». Il progetto 117 contro lo spreco alimentare si occupa di raccogliere dai supermercati il cibo in scadenza o che per altri motivi non può essere messo in commercio, ma che è ancora perfettamente consumabile, e che viene ridistribuito ai bisognosi. «Lavoriamo a chilometro zero - precisa Casagrande - e se nel 2010 eravamo pochi volontari, oggi al progetto partecipano in tutta la regione 500 volontari impegnati a raccogliere 80 quintali di prodotti alimentari al giorno. Siamo sotto shock per quello che è accaduto ad Urbano». La dinamica dei fatti è al vaglio dei carabinieri: sono loro che hanno poi allertato il canile Arcadia di Rovereto nel caso venga messo in atto il sequestro sanitario dell’animale.

Il cane era dato in custodia ad una residente del condominio dov’è avvenuto il fatto, il civico numero 8, in assenza del proprietario. L’animale è sfuggito al controllo della donna proprio quando Urbano si è avvicinato, come di consueto, per consegnare i pasti alle sei famiglie bisognose di sostegno. Forse l’animale ha male interpretato i segnali esterni, si è spaventato oppure è stato attratto dal cibo: improvvisamente il cane è saltato al volto del volontario, serrando le mascelle. Le urla dell’uomo hanno attirato l’attenzione dei residenti che hanno dato l’allarme.


LA VITTIMA

«Non mi sono accorto di nulla, è stato tutto così improvviso. E poi c’era sangue dappertutto». Urbano Calliari non è certo uno che si perde d’animo: nella sua vita ne ha viste tante, e non si è mai lasciato prendere in contropiede. Soprattutto non ha mai rinunciato a mettersi a disposizione degli altri. Nel letto dell’ospedale Santa Chiara di Trento, con il volto bendato, dopo essere stato medicato, cerca di ripercorrere quei terribili momenti che hanno preceduto il feroce attacco.
Era andato come al solito a portare i pacchetti alimentari alle sei famiglie di via del Porto, si stava avvicinando alla porta d’ingresso per suonare proprio alla donna che aveva in custodia l’animale, quando è successo il finimondo. «Ho sentito che mi stava attaccando alla testa, da dietro - ricorda - ma davvero non so da dove il cane sia arrivato, se era in cortile o se è saltato da una finestra. Mordeva, e mordeva ancora. Sono riuscito ad allontanarlo per qualche istante, ho provato a difendermi». L’animale ha colpito sulle guance, alle labbra, e anche al torace dell’uomo. Quando Calliari ha visto tutto quel sangue ha cercato di pulirsi con una maglia che qualcuno gli ha portato al volo per aiutarlo a ripulire le ferite.
Non c’è rabbia nelle sue parole, ma per ora incredulità e dispiacere. Non doveva accadere a una persona generosa come lui: questo ripetono amici, collaboratori e parenti.


IL CANE

Ancora ieri non si sapeva cosa avrebbe deciso l’Asl, l’ente incaricata della gestione dell’animale protagonista dell’aggressione. «Nel frattempo - spiega Pierluigi Raffo del canile Arcadia - ci siamo attrezzati con un box per tenere il cane sotto osservazione, nel caso ce ne fosse bisogno».
La legge in vigore prevede infatti che in casi di aggressioni contro gli umani, sono necessari dieci giorni di osservazione sanitaria dell’animale. In questo periodo l’animale può restare a casa propria, oppure potrebbe scattare il sequestro e il cane deve essere affidato ad una struttura convenzionata come può essere il canile. Nel caso in cui i morsi fossero più gravi, guaribili in oltre 40 giorni, scatta anche la denuncia penale di lesioni colpose.
Il cane che ieri ha aggredito Urbano Caliari appartiene alla razza Pitbull oppure un Amstaff: è comunque un animale dotato di grande potenza e vivacità, e che richiede la presenza di un padrone in grado di infondergli calma e sicurezza. Questi animali in passato erano stati selezionati per il combattimento ma, se ben gestiti, si distinguono per la loro fedeltà ed attaccamento ai membri della famiglia.

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