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Nell'incendio della stalla

bruciati conigli e pulcini

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È stata completamente distrutta dall’incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di ieri in località Morganti a Folgaria la stalla di Alberto Dorigatti, artigiano e imprenditore del posto. La struttura, realizzata nel 2005, rappresentava le fatiche di una vita per questa famiglia. Oltre ad essere il rifugio per il bestiame era anche il luogo dei giochi dei suoi figli e di altri ragazzini del circondario. Anni di sacrificio andati in fumo in pochi minuti, molto probabilmente a causa di un corto circuito che - stand ad una prima ricostruzione - potrebbe essere stato innescato da una incubatrice.

Le indagini sono in corso, dunque queste per ora restano ipotesi. Saranno i carabinieri di Folgaria a ricostruire come sono andate le cose ieri. Certo è invece che nella struttura al momento dell’incendio, iniziato verso le 19 di ieri, non c’erano animali: le pecore che solitamente vi trovavano ricovero erano tutte al pascolo. Soltanto qualche coniglietto ed alcuni pulcini non sono riusciti a salvarsi, mentre il gallo che il mattino da la sveglia a tutto il maso è stato più fortunato. Della stalla, costruita completamente in legno, restano soltanto i travi inceneriti e la copertura, che è in lamiera. L’edificio non è recuperabile.

Per tentare di spegnere il furioso rogo sono accorsi sul posto in pochi minuti, non appena è stato dato l’allarme, i vigili del fuoco volontari di Folgaria, guidati dal loro comandante Andrea Ciech, e sono intervenuti anche i colleghi di Lavarone, guidati da Gaetano Gasperi, seguiti poco dopo da quelli di Calliano e Besenello. In poco tempo le fiamme sono state domate, pur essendo molto alte e pericolose: questo non è bastato a salvare la stalla che era ormai compromessa, ma quanto meno ha evitato che l’incedio si propagasse.

A poca distanza dalla stalla sorge maso Romina, dove vive la famiglia Dorigatti, composta dalla moglie Romina, dai figli Roberto di 15 anni e da Veronica di 12. Alberto Dorigatti fin da piccolo ha sempre avuto la passione per gli animali ed il territorio, passione che ha trasmesso anche al figlio Roberto. Ieri erano in lacrime di fronte al rogo che si stava portando via la loro stalla.

Ad accorgersi della fiamme pare sia stato  Matteo Carotta, impiegato della Cassa Rurale Vallagarina, che ha poi avvisato Alberto dato l’allarme ai vigili del fuoco. I danni sono ingenti, la struttura con ogni probabilità, per motivi statici, dovrà essere abbattuta. In quest’area che sovrasta l’abitato di Carbonare un tempo esisteva un vecchio caseggiato adibito a garage per le corriere di Trentino Trasporti (Atesina).  Alberto Dorigatti l’aveva acquistato per realizzare uno dei caratteristici masi del Trentino, era il suo sogno e l’ha realizzato. Non c’è turista che non abbia fotografato la stalla di Dorigatti una volta arrivato qui sull’altopiano, con il Becco di Filadonna a fare da sfondo a quest’immagine da cartolina. Un pezzo di questo quadretto purtroppo da ieri non c’è più.

«Mi piange il cuore - commentava ieri Alberto Dorigatti - ma l’importante è che la mia famiglia stia bene», ha aggiunto con le lacrime agli occhi. Davanti a lui i pompieri continuavano nel loro lavoro, che li ha visti impegnati anche tutta la notte seguente per bonificare il posto e soprattutto per tenere sotto controllo eventuali focolai che potrebbero far ripartire l’incendio.

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