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La zanzara tigre

è in aumento nel 2015

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Nonostante il Museo civico di Rovereto sia stato un pionere nel 1997 ad attivare i controlli sulla zanzara tigre, nonostante negli anni sia riuscito a costruire una rete per il monitoraggio (attivo da maggio ad ottobre) e nonostante abbia coinvolto anche i privati in questa «missione», il fastidioso insetto continua ad aumentare la sua presenza sia in Vallagarina che nella zona dell’Alto Garda e Ledro. In modo contenuto ad Ala e più rilevante a Rovereto, con una leggera riduzione a Villa ed una più netta a Besenello.

Insomma, con i dovuti distinguo e con la necessità di andare più a fondo per capire i dati raccolti in modo capillare.

I dati che sono stati presentati ieri nella sede di largo Santa Caterina non sono confortanti se pensavamo che, a fronte di tanto impegno, la lotta alla temuta zanzara fosse a buon punto: «nel 2015 l’infestazione è in aumento». Ma ciò non significa che la battaglia sia persa in partenza, anzi. La sensibilizzazione sia degli amministratori che delle singole persone, che collaborano con le loro segnalazioni ed anche con una serie di azioni concrete, può aiutare il museo a definire azioni mirate e dunque più efficaci.

Al dottor Umberto Ferrarese, responsabile scientifico di questa ricerca, ieri spiaceva vedere nella sala convegni del museo soltanto i rappresentati dei comuni di Rovereto, Isera e Besenesello, oltre a quelli provinciali, che hanno ribadito l’impegno su quel fronte con la conferma di sei persone del Progettone a disposizione del museo per questo progetto. «Quindici anni fa il problema della diffusione della zanzara tigre era già evidente a noi, ma non agli amministratori ed alla popolazione. Il nostro compito era quello di portarlo alla loro attenzione, allora lo sottovalutavano.

Ora non è più così ma servono altri modi per coinvolgere la popolazione».

Un’idea in questo senso è emersa a Besenello, nei mesi scorsi, quando durante una serata informativa è stato suggerito al museo di coinvolgere anche i privati. Così ha fatto ad esempio Marangoni, che ha sottoscritto un abbonamento per due anni al prezzo di 5 mila euro, per sostenere il progetto. Ai comuni che partecipano al monitoraggio (Rovereto, Ala, Avio, Besenello, Isera, Mori, Villa le Comunità della Vallagarina e Alto Garda e Ledro) vengono chiesti fino a un massimo di 3 mila euro. «Proprio per ragioni economiche però alcuni di loro si sono tirati indietro, come Nogaredo e Pomarolo» spiega Finotti. In questo modo però diventa più difficile portare avanti il progetto.

Un esempio positivo ieri lo ha portato il comune capofila, quello di Rovereto. Pino Bertolini, dirigente del servizio ambiente, ha spiegato che collaborando con il museo dal 1997 è stato possibile ridurre la spesa per la lotta alla zanzara tigre da 50 mila a 12 mila euro, semplicemente con una serie di azioni mirate.

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