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Palestra con piscina in centro

per la Finanza falsa associazione

sequestrata villa al legale

La difesa: «verbali provvisori, ipotesi opinabili e azzardate»

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La palestra era formalmente una «società sportiva dilettantistica», ma per la Guardia di Finanza questo era un escamotage per pagare meno tasse: nei guai il legale rappresentante della «New Life» in pieno centro a Trento, sequestrati svariati conti correnti e due immobili di valore.

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento prosegue nell’azione di contrasto all’evasione ed alle frodi fiscali, valorizzando le potenzialità offerte dalle moderne tecniche investigative che fanno tesoro del patrimonio informativo acquisito per mezzo del controllo economico del territorio, delle banche dati disponibili e della collaborazione con le Agenzie fiscali.

In quest’ambito - attraverso l’applicazione di collaudate metodologie di analisi e di controllo, volte a scovare e reprimere i fenomeni più rilevanti di economia sommersa, nell’ottica di assicurare il contributo, da parte di tutti, alla formazione del gettito fiscale - è stato possibile scoprire che un nota realtà associazionistica situata nel centro di Trento, che offre servizi di piscina, palestra e altre attività sportive, si era «camuffata» da Associazione Sportiva Dilettantistica, beneficiando indebitamente delle agevolazioni tributarie previste per il cosiddetto «terzo settore».

Tali agevolazioni consistono, essenzialmente, nella possibilità di determinare forfettariamente il reddito imponibile e l’IVA e di godere di svariate semplificazioni sul fronte degli adempimenti fiscali, della certificazione dei corrispettivi e degli oneri dichiarativi.

Sviluppando degli elementi informativi pervenuti a seguito di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate di Trento, le Fiamme Gialle hanno esteso le verifiche fiscali a più annualità, scoprendo che la sedicente associazione, dal 2012 al 2016, aveva occultato al Fisco ricavi per circa tre milioni di euro, evadendo l’I.V.A. per 540.000 euro.

In realtà, secondo l’accusa, l’Ente aveva solo formalmente una natura «non commerciale», ma nei fatti gestiva professionalmente e imprenditorialmente impianti sportivi (palestre, piscina, sala pesi, ecc..), tenendo anche corsi e colonie estive, aperti al pubblico (e non solo agli associati) dietro il pagamento di corrispettivi, in regime di concorrenza sleale rispetto alle analoghe strutture regolarmente presenti sul mercato.

Tra l’altro, la sedicente Associazione «senza scopo di lucro» ha prevalentemente svolto una serie di attività che non rientrano fra quelle riconosciute dal Coni quali «attività sportive dilettantistiche», ha adottato verso i terzi atteggiamenti tipici dell’impresa commerciale (ad esempio pubblicità verso potenziali clienti, con offerte promozionali, scontistica, ecc.), non rispettava i criteri di trasparenza e informazione ai presunti soci, in quanto meri clienti, che venivano «automaticamente» tesserati senza espresso consenso.

L’Associazione, negli anni oggetto di verifica, ha sempre presentato la dichiarazione delle imposte dirette e i redditi complessivi non dichiarati constatati (tre milioni di euro), ripartiti per le varie annualità sottoposte a verifica, non hanno superato le soglie penali: la questione verrà dunque definita in sede amministrativa.

Diverso discorso per la dichiarazione IVA, mai presentata, che ha fatto scattare l’aspetto penale per le connesse omissioni: le Fiamme Gialle, per assicurare alla collettività le risorse sottratte al Fisco, si sono avvalse del «sequestro per equivalente», una misura cautelare che «congela» mediante sequestro, per la successiva confisca, i beni di cui dispongono gli autori di reati tributari in misura equivalente all’ammontare delle imposte evase; il G.I.P. di Trento – dietro richiesta della locale Procura - ha disposto il sequestro di valori per 539.529,79 euro, corrispondenti all’IVA evasa.

I Finanzieri hanno quindi posto i sigilli a oltre 230.000 euro sui vari conti bancari dell’associazione e del suo rappresentante legale, un sessantaseienne trentino, nonché la villa e annesso garage, di proprietà di quest’ultimo, per una quota del valore di circa 310.000 euro.

La difesa. Molto diversa invece la ricostruzione dei legali dell’Associazione: «L’Associazione New Life, da molti anni apprezzata e stimata per le attività sportive e di beneficenza sul territorio, contesta fermamente le accuse che sono state formulate in sede di verifica in ordine alla presunta “evasione” tributaria ipotizzata dalla Guardia di Finanza. L’associazione ha presentato all’Agenzia delle Entrate le proprie osservazioni a smentita delle ipotesi che sono state infondatamente formulate in verbali del tutto provvisori, che non hanno ancora trovato alcuna conferma da parte degli uffici preposti. Si tratta infatti di interpretazioni opinabili ed azzardate, che si scontrano con l’assoluta trasparenza e correttezza dell’associazione. New Life intende difendere la propria storia e reputazione, confidando che già in sede di confronto amministrativo vengano presto chiariti gli errori interpretativi delle verifiche».

 

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