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Niente casetta della polizia locale

in piazza Dante: stop da Fugatti

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Nuovo presidio di polizia locale in piazza Dante, sospesa la concessione del contributo: lo ha deciso oggi la Giunta provinciale. L’esecutivo vuole approfondire il tema della sicurezza, acquisendo tutti gli elementi necessari per proporre nuove politiche e individuare priorità e linee di lavoro.

La sicurezza, questa la motivazione del provvedimento adottato, è un tema trasversale che richiede la definizione di politiche integrate che coinvolgono ampi settori della pubblica amministrazione. Si rende necessaria quindi un’azione sinergica di diversi settori provinciali che, attraverso un processo di condivisione, delinei le linee programmatiche di legislatura nell’ambito degli strumenti di programmazione provinciale.

L’intervento era stato finanziato al Comune di Trento attraverso il fondo per lo sviluppo locale per un importo di 237.000 euro, pari al 95% della spesa ammessa. Con il provvedimento adottato oggi si sospende il procedimento di concessione del finanziamento.


 

Il 3 febbraio scorso era andato in scena lo scontro fra Andfeatta e Fugatti: secondo l’esecutivo la realizzazione che l’ex governatore Ugo Rossi voleva finanziare al Comune ha un costo eccessivo (250mila euro). «Si tratta di una spesa esagerata, durante le ore diurne la situazione è migliorata rispetto al passato. Ci sono ancora delle problematiche, ma siamo al lavoro per risolverle» dichiarò Maurizio Fugatti. 
Alessandro Andreatta non ci sta: «La decisione di prevedere un punto fisso destinato alla polizia municipale all’interno dei giardini che si trovano nei pressi della stazione dei treni e della Regione era stata presa dal Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, non da me. Forse al governatore sfugge, mi auguro che si sia trattato di una dimenticanza e ci ripensi». 

Il sindaco spiegava allora perché a suo giudizio sarebbe importante dare vita ad un presidio in piazza Dante: «Oltre ad aumentare il livello di sicurezza nell’intera area in questione, si favorirebbe una migliore interazione tra i vigili e le altre forze di polizia. Nello stesso tempo si darebbe l’opportunità ai passanti di fare delle segnalazioni oppure più semplicemente chiedere un’informazione».

Critico con la giunta Fugatti era Ugo Rossi: «Se fosse vero che non vogliono realizzare la postazione che avevo proposto in alternativa alla chiusura con una recinzione dei giardini nelle ore notturne e che era stata avvallata dal Comitato per l’ordine pubblico, lo stesso a cui l’attuale governatore si rivolge per contrastare il problema lupo, sarei a dir poco sorpreso». 

Puntava poi il dito contro il suo successore: «Continua a parlare di sicurezza e oltre ad accantonare il presidio non è stato capace di far arrivare in Trentino, pur essendo la Lega al governo, degli agenti di polizia in più. Invece che far pagare i controlli sui treni, per esempio, ai cittadini farebbe meglio a chiedere a Salvini un potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine». Affonda il colpo: «Basta vedere i dati appena diffusi dalla magistratura per rendersi conto che i furti non sono affatto calati, anzi. Vedremo, al di là dei vigilantes, come farà il Carroccio a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Quando ero governatore, ci tengo a ribadirlo, avevo stanziato dei fondi anti-degrado in zona stazione». 

Per Alberto Pattini, capogruppo del Patt in consiglio comunale, il no al presidio fisso è sbagliato: «Se il problema è quello del costo eccessivo della struttura che dovrebbe ospitare gli agenti possiamo discuterne. Potrebbe essere vero che i 250mila per la casetta previsti dal rendering sono troppi. Se si stronca l’idea che sta alla base del progetto non ci stiamo». 

Concludeva: «Non è con i due vigilantes che la Provincia ha in mente che si risolve la piaga della scarsa sicurezza davanti alla stazione ferroviaria. Serve ben altro, in primis una sinergia tra le varie forze di polizia ed è proprio quella che saremmo riusciti ad ottenere».

LEGGI ANCHE: Il progetto della casetta presentato dal Comune di Trento. 

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