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Scritte e graffiti sui muri:

iter più veloce per la pulizia

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Procedure più semplici e rapide per avviare le operazioni di pulitura di immobili pubblici e privati sotto tutela, con un occhio di riguardo non solo all’aspetto del controllo, ma anche alla prevenzione. «Perché le scritte, i graffiti che danneggiano le facciate degli edifici non solo rovinano la bellezza dei palazzi ma aumentano la percezione di insicurezza e degrado», ha commentato il sindaco Alessandro Andreatta presentando il protocollo d’intesa siglato tra Comune e Provincia, con la Soprintendenza per i beni culturali, a tutela del decoro della città.

Il primo step per rendere l’azione più efficace e celere è la sburocratizzazione di alcuni passaggi. Intanto la classificazione: gli immobili oggetto dell’intervento di pulitura verranno suddivisi, secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, in beni accertati o dichiarati di interesse culturale e beni sottoposti alle disposizioni di tutela indiretta. Inoltre, verranno definite le modalità di scelta dei soggetti esecutori dei lavori, in modo da garantire la qualità dell’esecuzione delle operazioni. La Soprintendenza si impegna ad autorizzare gli interventi di pulitura degli immobili, che verranno realizzati dal Comune secondo una serie di modalità operative già definite: una sorta di via libera a priori, dunque, che snellirà di molto l’iter. Per ogni intervento sarà messa a punto una scheda tecnica che verrà inviata alla Soprintendenza con cadenza semestrale.

«Con queste nuove linee guida renderemo più celeri gli interventi di ripristino delle facciate danneggiate. Come sappiamo il vandalismo grafico è una questione di decoro, ma oltre all’azione bisogna lavorare molto su prevenzione e sensibilizzazione», ha spiegato l’assessore comunale Italo Gilmozzi. «Bisogna limitare quella che ormai qui in città è diventata una brutta consuetudine - ha aggiunto l’assessore provinciale Mirko Bisesti - il centro storico è in decadenza e la politica dovrebbe dare dei segnali: per questo sono contento di questa iniziativa».

«Con questo protocollo - ha aggiunto l’ingegnere Claudia Patton, dirigente comunale del servizio Gestione strade e parchi - si velocizzano notevolmente la comunicazione tra enti e il rilascio dell’autorizzazione. Devo anche aggiungere che già oggi noi possiamo intervenire d’ufficio in alcuni specifici casi, e a volte abbiamo lavorato così anche per interventi importanti». Va anche detto che da molti anni il Comune garantisce un servizio di rimozione di scritte, graffiti, imbrattamenti verificatisi su facciate che danno su spazi pubblici: al momento il richiedente paga una quota simbolica, pari a 120 euro, anche grazie ad un fondo che, solo per il 2018, ha visto stanziati 70.000 euro: tutti spesi, con 37 interventi complessivi, dei quali 13 su edifici tutelati.

«I luoghi degradati e trascurati sono poi quelli dove si alimentano comportamenti anti-sociali», ha ricordato il responsabile della Soprintendenza Franco Marzatico. «Da parte nostra crediamo che non basti sburocratizzare: serve anche lavorare sulle nuove generazioni. Per questo abbiamo avviato un progetto con le scuole dove sollecitiamo i ragazzi su creatività, street art, materiali, decoro urbano: per questo anno scolastico abbiamo ricevuto richieste da 20 classi di 6 istituti superiori sparsi tra Trento, Rovereto, Pergine e San Michele all’Adige».

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