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Coprifuoco alla Scaletta

«Non siamo noi il problema»

«Il degrado rimane anche se io chiudo. Anzi peggiora»

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Lo abbiamo scritto ieri: anche con il «coprifuoco» imposto all'Osteria Scaletta di vicolo Santa Maria Maddalena a Trento, la «movida» non si ferma. E così sabato scorso, chiuso il locale alle 22 come prescitto dall'ordinanza del sindaco Andreatta, circa 250 ragazzo hanno stazionato nella vicina piazzetta come tutte le altre settimane (LEGGI L'ARTICOLO)

Una situazione che il titolare della Scaletta, Stefano Dorigatti, aveva previsto già la settimana scorsa in questa intervista. Stefano Dorigatti infatti si è fiondato dall’avvocato, pronto a combattere per contrastare un provvedimento che - dice - rischia di constringerlo a chiudere. Il gestore della Scaletta non accetta le affermazioni contenute nel provvedimento: «Mi chiedo come faccia il Comune a dire che sono i miei clienti a lasciare sporcizia e rumore. Noi ogni sera dopo la chiusura facciamo la pulizia di tutto il vicolo con la pompa dell’acqua, cosa che non sarei tenuto a fare, e sfido i vicini a dire che la mattina trovano sporco. Ma non è che posso andare fino alla piazzetta o pulire mezzo centro storico! Inoltre durante l’orario di apertura ho un servizio d’ordine esterno come nessun altro locale ha. Dentro il mio locale non è mai successo niente».

Dorigatti fa presente come molti ragazzi che frequentano la piazzetta davanti al Liceo musicale arrivano la sera con i sacchetti pieni di alcolici comprati al supermercato. Tesi sostenuta anche da Luciano Farina, commerciante titolare di un negozio di abbigliamento nelle vicinanze: «Io la mattina vedo bottiglie abbandonate di marche che alla Scaletta non hanno, è ridicolo accusare il locale per tutto quello che avviene nei dintorni e sono sicuro che se dovesse chiudere l’osteria il degrado in zona aumenterebbe».

Quanto ai controlli delle forze dell’ordine, Dorigatti spiega di aver visto passare gli agenti in varie occasioni ma di non averli mai visti intervenire.
«Forse dovrebbero passare all’1 di notte per verificare se veramente i problemi sono creati dai miei clienti» sostiene. Deciso più che mai ad opporsi all’ordinanza.

 

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