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Ciclabile da Trento a Ponte Alto

pronto il progetto sulla Valsugana

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Eccolo, il percorso della futura pista ciclopedonale Centochiavi - Ponte Alto progettato dalla Provincia e contestato da parte del Consiglio comunale che preferirebbe un collegamento diretto tra la stazione dei treni e la collina est attraverso il centro cittadino e via Grazioli. Il responsabile del procedimento, l’ingegner Mario Monaco dirigente del Servizio opere stradali e ferroviarie, ha comunicato alle decine di proprietari coinvolti in procedure di esproprio, occupazione temporanea o servitù che in municipio è depositato il progetto definitivo. Da lunedì se ne può prendere visione, le eventuali osservazioni vanno presentate entro 30 giorni.


Il progetto è firmato dall’ingegner Matteo Pravda, del Servizio provinciale, coordinatore della sicurezza per la progettazione è l’«esterno» ingegner Marco Zanuso. L’obiettivo del progetto, una delle tratte della pista ciclopedonale Valsugana, è mettere in comunicazione la valle dell’Adige con il lago di Caldonazzo e la zona laghi per attrarre sia traffico cicloturistico, sia di residenti pendolari. La scelta strategica è quella di utilizzare in gran parte il sedime della ex statale 47 «delle Laste». Il percorso si sviluppa per una lunghezza di 3,64 chilometri, con una larghezza utili di 2,7 metri, tranne in alcuni passaggi dove non per limiti fisici non è possibile superare i 2,50 metri.

I tratti dove la larghezza sarà sacrificata sono, per 225 metri, presso il distributore Delta Energy, per 165 metri presso lo svincolo di Martignano, per 100 metri all’incrocio con via Muralta, per 97 metri alla rotatoria di San Donà, infine per 268 metri all’interno della galleria di Ponte Alto. Complessivamente, meno di un quarto del tracciato (855 metri) sarà largo 2,50 metri, il restante (2.783 metri) 2,70.
Per realizzare l’opera, il costo previsto è di 1,65 milioni di euro (453,55 euro al metro).


Rispetto alle prime indiscrezioni, che indicavano la partenza da località Piazzina, in zona Solteri, con il primo tratto tra le case e poi lungo il sentiero del Mesotrekking, la novità è che la ciclopedonale partirà proprio da via Centochiavi, all’imbocco di via Dalla Fior. Il tratto di 228 metri della «salita Dalla Fior», tra le case e Maso Crosina Sartori, sarà scarificato, bitumato e dotato di parapetto in legno. È il tratto dove i ciclisti non assistiti da spinta elettrica dovranno più sudare: la pendenza è compresa tra il 4% e il 12%.
Da Maso Crosina Sartori, il percorso corre lungo la ex 47.

Nel primo tratto, però, di solito intasato da automobilisti che fanno rifornimento, il tracciato aggirerà il distributore di carburante, proprio per non interferire con l’accesso allo stesso. La carreggiata della ex statale sarà ristretta e portata a 7 metri per ricavare lo spazio necessario alla ciclabile. Lo svincolo di Martignano sarà superato risagomando le piste di immissione ed emissione. La pendenza, nel tratto di 1,65 km tra il distributore e l’incrocio di via Muralta, ha una pendenza tra il 3% e il 5%, e la ciclabile sarà separata dalla strada con una barriera metallica e, sul lato esterno, protetta da un parapetto in legno.


Nei pressi del residence Laste, è prevista una struttura a setti verticali e solette in calcestruzzo per preservare la corsia di immissione sulle ex 47 da via Muralta, e fino a via degli Olivi, a protezione dei ciclisti, ci sarà un new jersey in calcestruzzo. Per il tratto di via degli Olivi e via Laste, la ciclabile viene interrotta e sarà utilizzata la strada in maniera promiscua. Qui, i ciclisti dovranno percorrere circa 58 metri con una pendenza del 10% per ricongiungersi alla ex 47. Un tratto del muro di sostegno di via della Laste sarà ricostruito. Dopo la rotatoria, la pista transiterà sul sovrappasso di San Donà, poi fino alla galleria di Ponte Alto. Anche qui la carreggiata della ex statale sarà ristretta. Superata la galleria, la pista si raccorderà con la «tratta Crozi-Ponte Alto» in cantiere.

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