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Nuovo look per il bivacco Bailoni

a 1.622 sulla Marzola

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Nuovo look per il bivacco Bailoni, a quota 1.622 metri sulla Marzola, che sarà sistemato nei prossimi giorni con un intervento sostitutivo dei serramenti e altre opere accessorie.
La sezione della Sat Bindesi di Villazzano, concessionaria dell'edificio, è stata autorizzata a svolgere i lavori dal Servizio turismo e sport della Provincia. La sistemazione prevede una spesa complessiva di 26.581,08 euro, coperta al 95% dal contributo provinciale, pari a 25.251,95 euro. L'altra parte del costo spetta invece alla Sat Bindesi, che ha in gestione la struttura da 47 anni.
Il bivacco sarà chiuso a partire dal 9 settembre. Il giorno successivo cominceranno i lavori di sostituzione delle finestre e del portoncino d'entrata, che sono gli stessi istallati nel 1962, quando la struttura venne costruita. Verrà rifatta anche la perlinatura interna e le finestre verranno abbassate rispetto agli attuali 1,40 metri. I lavori dureranno circa due settimane e vedranno il coinvolgimento di numerosi volontari, che si occuperanno di rinnovare l'arredo esterno, sostituendo ad esempio gli assi delle panche esterne.
L'edificio, che ha una superficie di 40 metri quadri ed ospita un massimo di quattro persone a notte, sorge sui resti di un vecchio dormitorio dei Kaiserjäger, gli artiglieri austriaci della prima guerra mondiale che salivano dalla Valsugana per monitorare i movimenti nemici.
Il bivacco venne costruito in seguito alla «Legge Fanfani», che voleva favorire la riforestazione delle montagne trentine.
Venne istituito una sorta di «progettone», un provvedimento a sostegno dell'occupazione che coinvolse molti operai, assunti per lavorare sulla Marzola, una zona che prima del provvedimento del politico democristiano era completamente senza alberi. La Marzola venne così rimboschita e nei quattro anni in cui si svolsero i lavori gli operai venivano pagati anche con generi alimentari. In quel periodo venne edificata anche la casina forestale, diventata poi il futuro bivacco Bailoni.
La costruzione dell'edificio costò la morte di un operaio che si ribaltò con il trattore rimanendo schiacciato dal carico di sabbia che trasportava. Si chiamava Raffaele Bailoni. Il bivacco fu così intitolato a suo nome. Una storia sfortunata quella della famiglia Bailoni. La nipote di Raffaele, la campionessa di corsa in montagna Raffaella, nel gennaio 2014 si stava allenando correndo proprio sotto al bivacco, quando scivolò sul ghiaccio e cadde nel canalone sottostante, morendo in seguito ad una profonda ipotermia.

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