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Le nuove torri all'insegna

del risparmio energetico

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Innovative ma nel rispetto dell'architettura già esistente. Ad elevato comfort energetico. E, soprattutto, vocate alla valorizzazione degli spazi comuni e delle relazioni sociali tra gli inquilini. Ecco, in poche parole, il «futuro» delle nuove Torri di Madonna Bianca e Villazzano, il complesso abitativo di edilizia popolare di Trento sud costruito all'inizio degli anni Settanta. Un futuro che comporterà un investimento totale di 11 milioni di euro e che richiederà 5 anni per divenire realtà.

Il progetto esecutivo è stato presentato ieri: Itea Spa ha annunciato il vincitore del concorso di progettazione Torri 2020 lanciato a marzo nell'ambito del progetto europeo Stardust. La proposta vincente che porterà alla riqualificazione delle Torri numero 9, 10 e 11 (per un totale di 156 appartamenti, ossia 52 per ciascuna torre) porta la firma della società cooperativa trentina Campomarzio. «Il cui gruppo di lavoro è composto da sei architetti trentini con età media di 33 anni», precisa il presidente di Itea Spa Salvatore Ghirardini, orgoglioso della nutrita partecipazione al concorso (32 proposte pervenute).

Come cambieranno le tre Torri di Madonna Bianca? Tre i punti cardine: in primis, la riqualificazione dell'involucro dell'edificio con un restyling che consentirà di passare dall'attuale classe energetica F alla futura classe A. Fondamentali anche le modifiche al cappello tecnico di copertura ed ai cavedi: le caldaie presenti sui tetti saranno sostituite da pompe di calore collegate ad un anello geotermico comune alle tre Torri. Ed infine le modifiche da apportare al volume vetrato d'ingresso, che diventerà perfettamente fruibile da parte di persone diversamente abili.

A descrivere i lavori previsti dal progetto esecutivo è Michele Andreatta di Campomarzio (alla società è affidata la progettazione definitiva per 41.041 euro e, forse, verrà affidata anche quella esecutiva per 39.673 euro). «L'intervento - spiega - vuole essere un risanamento conservativo: i nuovi pannelli di rivestimento esterno preserveranno l'architettura originale. Grazie al nuovo involucro esterno i consumi attuali saranno ridotti del 90%. E questo si tradurrà in maggior comfort interno per ciascun appartamento».

«Sulla facciata ovest - prosegue - verrà realizzato un nuovo sistema tende solari con l'utilizzo di colori diversi a seconda della Torre, in maniera da differenziare gli edifici l'uno dall'altro. La stessa cromaticità si ritroverà a piano terra in corrispondenza dell'ingresso». Non solo. Le Torri avranno la «corona». Ovvero, verrà installato un nuovo volume che di notte avrà la caratteristica di illuminarsi, enfatizzando le Torri come elemento distintivo del paesaggio di Trento sud. «Al di sotto - aggiunge Andreatta - si nasconderà l'impianto fotovoltaico. Ma soprattutto prenderanno vita nuovi spazi comuni sulla copertura: una terrazza panoramica e due sale multifunzionali».
Nell'intento di favorire la socialità tra gli inquilini, anche al piano terra sorgerà un foyer vetrato passante che faccia da «corridoio» nel verde circostante.

Il progetto esecutivo sarà ultimato entro fine anno. Mentre già in primavera sarà bandita la gara d'appalto in maniera da arrivare a completare i lavori per il 2020, come prevede il progetto Stardust. «Ancora non sappiamo - dice Ghirardini - se affideremo l'appalto in maniera diretta o se utilizzeremo il partenariato pubblico-privato».

In ballo c'è un investimento di 11 milioni di euro, di cui 2 provengono dalle casse europee. Sono circa 8, invece, i milioni di euro relativi alla parte dei «lavori». Di questi, 4 milioni 650.000 euro sono direttamente correlati all'intervento di natura architettonica ed i rimanenti sono relativi alla parte impiantistica.

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