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Ex Italcementi, le due ciminiere

resteranno non saranno abbattute

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Le vecchie ciminiere dello stabilimento Italcementi e la peculiare conformazione del territorio, sorto sul sedime dell’antica ansa del fiume Adige, saranno i punti di riferimento per la progettazione del nuovo quartiere cittadino di Piedicastello, che sorgerà su una superficie complessiva superiore ai 9 ettari. E’ quanto stabiliscono le linee guida elaborate, su incarico della Patrimonio del Trentino Spa, dall’architetto Giovanni Marzari di Rovereto, intervenuto nel pomeriggio di ieri in Commissione urbanistica per presentare i primi risultati del lavoro di approfondimento per il futuro dell’intero comparto urbano. Ancora passibile di modifiche e cambiamenti a seconda delle indicazioni delle amministrazioni provinciali e comunali, la pianificazione di Marzari prevede la completa trasformazione della superficie compresa tra il nucleo residenziale d’inizio Novecento dell’abitato e l’attuale rotatoria della tangenziale, con l’inserimento di uno studentato universitario, un centro esposizioni (Cte), un parcheggio di attestamento e la nuova sede del Cibio e delle start-up collegate. Il collegamento con il centro storico cittadino verrà assicurato da due passerelle pedonali, da realizzarsi rispettivamente all’altezza di via Verdi e del sottopassaggio di via Canestrini.
«Negli ultimi anni - ha chiosato Giovanni Marzari durante la presentazione - sono stati presentati oltre 300 progetti per l’area ex-Italcementi, assieme ad una lista delle funzioni da inserirvi. Negli ultimi mesi, abbiamo cercato di riordinare e comprendere le indicazioni pervenute a livello istituzionale, elaborando dei precisi temi chiave per consentire una progettazione dell’area».
Nell’elaborazione delle linee guida si è cercato di definire l’estensione dell’area oggetto di studio (pari a 93mila metri quadrati) e le funzioni, mentre sono stati valutati anche i rapporti con il nucleo insediativi storico vicino e con il resto della città, nonché la mobilità interna. Si è tenuto conto, poi, del verde, del rapporto con il fiume e della necessità di intervenire per lotti sperati, stabilendo di riservare 45mila metri quadri per il verde pubblico (di cui 14mila come fascia di rispetto alla parete rocciosa a Ovest), 12mila per la nuova sede del Cibio, dai 7.500 ai 9mila per lo studentato, più un parcheggio di attestamento multipiano di mille posti auto.
Per quanto concerne la distribuzione degli stabili, che si è deciso non superiori ai 10-12metri da terra per non oscurare gli edifici storici di pregio, è stata avanzata una soluzione innovativa, con una disposizione a forma di trapezio spezzato, intervallato da ampi spazi di verde e attraversato dalla strada di collegamento tra via Brescia e lo svincolo della tangenziale. Lo studentato, infine, completerà il comparto nell’area a Nord, a pochi passi dal nuovo centro espositivo.

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