Salta al contenuto principale

Per chi parla con una prostituta

arrivano multe da 89 a 534 euro

Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
2 minuti 4 secondi

Anche a Trento, al pari di quanto avviene a Verona e a Firenze, sarà vietato contrattare prestazioni sessuali a pagamento oppure intrattenersi con persone che esercitano l'attività del meretricio in strada. Nella sera di ieri, infatti, il Consiglio comunale cittadino ha approvato all'unanimità una delibera che si propone di contrastare attivamente lo sfruttamento della prostituzione all'interno dei confini comunali, disincentivando il fenomeno mediante l'introduzione di una sanzione amministrativa specifica da inserire all'interno del Regolamento di polizia urbana. La misura punirà i clienti colti in flagrante dalle forze dell'ordine con una multa compresa tra gli 89 ed i 534 euro.

All'interno del dispositivo, inizialmente promosso dal consigliere Andrea Merler (Civica trentina) e poi modificato dai consiglieri di maggioranza dopo un lungo percorso di confronto effettuato nell'ambito della Commissione per le politiche sociali, vi sono anche alcune misure di sensibilizzazione e di informazione della popolazione, nonché di potenziamento del presidio territoriale da parte delle forze dell'ordine e alcune iniziative mirate a potenziare la rete di sostegno per donne maltrattate o vittime di tratta. Di fatto, nei propositi dei consiglieri, si cercherà di limitare la prostituzione colpendo soprattutto la domanda.

«Con questa proposta - ha specificato lo stesso Merler, poco prima che iniziasse la discussione in aula - non intendiamo esprimere giudizi di carattere morale sul fenomeno oppure portare avanti una posizione ideologia, quanto piuttosto contrastare il degrado urbano e cercare di limitare, almeno sul nostro territorio, il fenomeno dello sfruttamento di queste giovani, spesso costrette al meretricio».

La sanzione amministrativa, che verrà comminata, secondo i proponenti, a tutte le persone che verranno individuate dagli agenti di polizia mentre contrattano la prestazione, rappresenta una delle misure di disincentivo per il fenomeno. Con il contributo delle circoscrizioni cittadine, saranno poi individuate vie, piazze e tratti di strade (anche in relazione alle segnalazioni dei residenti) particolarmente soggette al meretricio, dove verranno introdotti, attraverso ordinanza del sindaco, appositi divieti di fermata per i veicoli in transito.

Gli unici a poter trasgredire sia il regolamento, sia i divieti, saranno i mezzi delle associazioni di primo contatto, che offrono percorsi di reinserimento sociale per chi esercita in strada. «Chi si prostituisce - ha specificato il presidente della Commissione politiche sociali Michele Brugnara - è spesso vittima, ed è nostro compito attuare quelle misure di sostegno affinché non si verifichi sfruttamento».

Non è passato invece per una manciata di voti, l'ordine del giorno presentato dal consigliere Vittorio Bridi (Lega Nord), che prevedeva l'invio di una richiesta per regolamentare il fenomeno a livello nazionale, con la riapertura delle case chiuse.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?