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Bar dei Cavai, vince il quartiere

Si chiamerà «Caffè Cavalli 2018»

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L’annuncio della riapertura del Bar dei Cavai - anche se non nello storico locale all’imbocco di via San Martino ma qualche metro più in là - come prevedibile ha risvegliato il dibattito nel quartiere. Che, a detta degli stessi residenti, «è un paesone dove tutti si conoscono» e dove si deve fare i conti anche con la storia. E i Cavai, manco a dirlo, sono la storia dell’antico borgo popolare fin dal fischio finale della Seconda Guerra mondiale. Che Giancarlo Galvagni voleva tenere in vita riproponendolo nella stessa via ma con arredamento e «mood» moderni.

«Mi sembrava una bella iniziativa riproporre il Bar dei Cavai per non far sparire il simbolo e quanto ha rappresentato per la comunità. Pensavo di gestirlo personalmente e di vendere il caffè a 80 centesimi per renderlo davvero popolare».

L’idea, però, ha sollevato un gran polverone. A partire dai titolari del vecchio «ambiente» di San Martino, le sorelle Angeli. Che hanno preso decisamente male l’annuncio della nuova apertura con lo stesso nome di prima. «Non siamo per niente d’accordo - spiegano - e per questo abbiamo deciso di proteggere il marchio alla camera di commercio perché il Bar dei Cavai è un locale che ha una sua storia. Non a caso, ad ogni cambio di gestione abbiamo sempre imposto un tipo di avviamento particolare, rispettoso dello spirito della vecchia osteria. Quando non abbiamo trovato nessuno abbiamo scelto di chiudere definitivamente proprio per conservare la memoria di un’epoca, perché nessuno possa sfruttarlo».

Il Bar dei Cavai, insomma, non esisterà più? «No, arriverà qualcos’altro ma quel pezzo di storia è archiviato. Il mondo, d’altro canto, cambia. Quest’epoca finisce con noi anche se speriamo venga qualcosa di bello per far rinascere il rione».

E lo storico arredamento? «Lo abbiamo regalato allo Zampognaro lagaro. In San Martino, invece, cambiamo destinazione. Il locale si presta per tante attività visto che si può soppalcare e ha un grande magazzino».

Di trasferire il marchio lì accanto non se parla. E questo, appunto, lo dicono le sorelle Angeli ma pure i residenti. Che ieri, per capirci, non hanno perso l’occasione per fare arrivare il messaggio al futuro gestore: il Bar dei Cavai non deve riaprire. Detta così può sembrare una minaccia ma non lo è. Anche se gli umori degli abitanti - e potenziali clienti - di San Martino è, come detto, quello di un paesone urbano.

Quindi che fare? È lo stesso Galvagni a spiegarlo: «A me sembrava una bella iniziativa ma non è piaciuta. Il mio orientamento era dare prosecuzione al Bar dei Cavai, per tenere attiva la storia ma mi hanno fatto capire che non va bene. Per questo comunicherò al Comune che chiamerò il nuovo bar “Caffè Cavalli 2018” per non fomentare ulteriori polemiche».

Alla fine, dunque, ha vinto il quartiere che alla sua storia ci tiene anche quando se ne va in pensione. La speranza, però, è che si investa in questo borgo artigianale a due passi dal centro storico che, storia a parte, è pure ricco di umanità convinta che vive la città, appunto, come un paese dove tutti devono sentirsi a casa. Per quanto riguarda il Bar dei Cavai, dal 1946 al 2017 anima del rione, è passato definitivamente a miglior vita. Ora tocca al «Caffè Cavalli 2018» provare a scrivere un’altra storia.

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