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Urla, vandalismi e sporcizia

Residenti esasperati - Foto

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Cittadini esasperati chiedono l’aiuto dell’amministrazione e in particolare del sindaco. Dopo segnalazioni, lettere, chiamate ai vigili, la situazione resta «stagnante» e così si è proceduto a una raccolta firme e all’invio dell’ennesima lettera: e, finalmente, un primo risultato pare essere raggiunto, visto che un incontro ufficiale con l’assessore Roberto Stanchina è già in calendario alla fine di novembre.

I problemi riguardano un’area del centro storico, in particolare tra via Ferruccio, vicolo S.Maria Maddalena, vicolo S.Pietro e via Marchetti. Da mesi i disagi vanno avanti e un gruppo di residenti ha deciso di passare all’azione, considerato che a nulla sono servite le telefonate notturne per segnalare urla e schiamazzi. La situazione è quella «classica»: gruppetti di ragazzi e adulti che si radunano nei pressi di un bar, consumano per strada, si lanciano in cori e canti e, se necessario, sfruttano un qualsiasi muro o cancello come fosse un bagno pubblico. Il tutto, indicativamente, dalle 22 alle 2 se non alle 3 di notte.

 

 

A tutto questo vanno aggiunti imbrattamenti ai muri, con scritte, slogan e graffiti spesso a carattere politico, e vandalismo di vario genere, dalle fioriere buttate a terra a bottiglie rotte o lanciate per strada. Chiaramente si tratta di una questione di rispetto e di limiti: ognuno ha il diritto a uscire la sera e a divertirsi, ma è altrettanto vero che ognuno ha il diritto a poter dormire serenamente la notte e a trovare pulita la strada dove abita. Fermo restando che il rispetto per i beni comuni, dai muri alle panchine, è sacrosanto, e che urinare sul cancello di un asilo è un gesto da condannare sempre e comunque.

«Con un gruppo di residenti lo scorso 16 maggio abbiamo presentato un esposto pubblico all’attenzione di Comune, polizia municipale e comando dei carabinieri. Poi a luglio un’altra dichiarazione firmata. Ora proviamo con una nuova lettera, visto che nulla è cambiato e la situazione è sempre più grave: ci sono famiglie che hanno bambini piccoli, altre che devono alzarsi presto per andare a lavorare. Oltre al disturbo ci sono danni e vandalismi. Non siamo più disposti a tollerare questa situazione, rischiamo un esaurimento nervoso».

A parlare, non certo solo a nome suo ma di decine di residenti ed esercenti della zona, è Riccardo Goi, che vive in zona con la propria famiglia. «La situazione è legata in gran parte agli avventori del locale La Scaletta: è aperto tutti i giorni, tranne la domenica, e tutti i giorni decine e decine di persone lo frequentano, stazionando però in strada e nella piazzetta del liceo Coreutico. Queste persone si fermano fino alle 2 di notte, in certe serate fino alle 3, e dormire diventa impossibile.

Le giornate più critiche per presenze e superamento soglie tolleranza acustica sono sicuramente le serate di mercoledì, venerdì e sabato anche se tutti i giorni si registrano comunque disagi per i residenti. Ci è stato detto che a breve dovrebbe aprire in vicolo Santa Maria Maddalena una nuova birreria e questo probabilmente attirerà ancora più persone. Speriamo che in nome della tolleranza, della civile convivenza e del rispetto di tutti si possa trovare una soluzione».


IL PRECEDENTE DI BRESCIA: COMUNE CONDANNATO

Nella lettera al sindaco e alle forze dell’ordine i cittadini trentini ricordano la storica sentenza del tribunale di Brescia risalente a due settimane fa: il Comune di Brescia, infatti, è stato condannato in sede civile al risarcimento danni provocati dalla «movida notturna» nello storico quartiere Carmine in centro città. Due residenti avevano fatto causa all’amministrazione comunale e il tribunale civile ha emesso una sentenza che obbliga Palazzo Loggia a versare 50mila euro ai ricorrenti. Nei confronti dei due residenti sono stati riconosciuti danni biologici e patrimoniali per la movida. «A causa del rumore antropico per gli schiamazzi di avventori di alcuni locali che stazionano nei pressi dei plateatici o dei locali su suolo pubblico», ha scritto il giudice del tribunale civile di Brescia Chiara D’Ambrosio nella sentenza di condanna. «È innegabile che l’ente proprietario della strada da cui provengono le immissioni denunciate debba provvedere ad adottare le misure idonee a far cessare dette immissioni. Deve quindi essere ordinata al comune convenuto la cessazione immediata delle emissioni rumorose denunciate mediante l’adozione dei provvedimenti opportuni più idonei allo scopo. Vi è stata una carenza di diligenza da parte del comune, che deve riportare le immissioni entro la soglia di tollerabilità».

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