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Ztl e le multe a raffica

La polizia: li avvisiamo

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Il sistema per la lettura delle targhe ai varchi della Ztl prevede un «alert» nel caso di automobilisti - o particolarmente sbadati o furbetti che sperano di farla franca - che entrano più volte a distanza di pochi giorni nella zona a traffico limitato senza il permesso.

«Se attraverso il sistema ci accorgiamo di una targa che ha effettuato numerosi accessi, facciamo ulteriori ricerche provvedendo anche ad avvisare telefonicamente l'automobilista, quando questo è possibile - spiega Loredana Pilara, funzionaria della polizia locale di Trento, responsabile delle attività amministrative e contenzioso - La telefonata, naturalmente, in questa fase è un atto di cortesia e non è automatica, in quanto non sempre è semplice trovare il numero di telefono abbinato al proprietario dell'auto, a cui si arriva facendo una visura della targa. Capita che qualcuno non si sia reso conto di entrare in una zona a traffico limitato. Ci sono anche casi di persone che non si sono accorte di avere il permesso scaduto».

E poi c'è chi si è visto recapitare decine e decine di sanzioni per complessivi 16 mila euro, come il corriere che avrebbe effettuato consegne nella zona a traffico limitato non rispettando le fasce orarie. Passando più volte al giorno attraverso i varchi e tenendo conto che le telecamere registrano ogni ingresso, accumulare quasi 200 contestazioni in poche settimane non è poi così difficile.

Ma quando arriva l'«alert» del sistema? «Non si può accedere ai dati prima di dieci giorni, perché bisogna lasciare tempo al sistema di elaborare eventuali nuovi inserimenti nei permessi, ad esempio le richieste di accesso temporaneo e di particolari categorie, come le persone disabili - spiega la funzionaria della polizia locale - poi c'è la validazione e la consegna dei dati raccolti al gestore delle sanzioni amministrative, che deve estrarre dal numero di targa il titolare del veicolo ed elaborare la sanzione. Ci sono dunque dei tempi tecnici. Ma è quando entriamo nel sistema per validare la sanzione che scatta l'"allert" per informare che a quella targa sono legati altri accessi».

C'è chi non ha rinnovato il permesso e chi ha sbagliato a compilare la richiesta, fornendo un numero o una lettera della targa errata. Al comando della polizia locale si analizzano i casi e poi si interviene, anche se le multe non vengono perdonate a nessuno: 81 euro più le spese di notifica per ogni ingresso in Ztl senza autorizzazione, con l'importo che scende a 56 euro se si paga la multa entro cinque giorni. I ricorsi stanno arrivando.

«Ogni sanzione è valida in sé - spiegano al comando di via Maccani - un organo terzo a cui si può rivolgere l'automobilista, il giudice di pace o il commissariato del governo, valuterà se vale l'accumulo o eventuale altra regolarizzazione».


«Chiaro che siamo ancora in una fase di rodaggio e ci vorrà un anno per entrare a regime. Per il momento stiamo cercando di capire e di aggiustare le cose che non vanno e valutando caso per caso ogni situazione». L'assessore comunale Paolo Biasioli non sembra affatto preocupato di alcuni problemi tecnici segnalati sul sistema di rilevamento di passaggi ai varchi elettronici e per il superlavoro degli addetti al controllo.

«Non abbiamo introdotto nulla di nuovo, nessuna norma è stata cambiata. Unica eccezione è per l'"uncino" che all'inizio qualcuno poteva dire di non sapere, ma il resto sono tutti divieti e disposizioni in vigore da 10 anni. Il fatto che una violazione venga contestata immediatamente, o che ci sia presente il vigile non cambia le cose. Non è che uno è sempre passato con il rosso e non è mai stato fermato e allora può continuare a farlo». Biasioli sottolinea che a cambiare è stato solo la modalità di controllo. Quanto all'aumento di lavoro per gli addetti della polizia municipale l'assessore ritiene il problema transitorio.

«Chiaro che quando c'è un cambio c'è anche un picco di lavoro iniziale che, sono convinto, andrà scemando. Del resto o mettevamo i vigili ai varchi della città o sul fronte della sicurezza. Sono certo che adesso c'è stato un aumento di lavoro ma a breve anche i contenziosi diminuiranno». Biasioli ci tiene poi a ribadire le ragioni che hanno portato alla decisione di attivare questo nuovo sistema di controlli. «Non certo per fare cassa - dice. - Sarebbe stato più facile far pagare 5 euro alla volta ai 7 mila veicolo che ogni giorno entrano in centro storico. Si è voluto regolamentare gli accessi, facendo entrare che i poteva e lasciando fuori gli altri per riqualificare la città, per questioni ambientali e di vivibilità del centro».

Quando al fatto che le contestazioni vengono notificate a chi ha violato la normativa che regola gli accessi due mesi dopo e quindi in questo lasso di tempo uno può continuare a violare la normativa ripetutamente senza saperlo, l'assessore si è detto disposto ad un confronto e ad un ragionamento anche se, a distanza di mesi, pensare che qualcuno in buona fede possa ancora oggi continuare a violare i divieti sembra piuttosto improbabile. «In ogni caso ci sarà a breve un altro incontro con gli operatori e terremo conto delle problematicità che eventualmente sono emerse in questo periodo».

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