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Più soldi ai dirigenti comunali

Scontro in giunta, Patt contrario

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Sull’aumento di retribuzione ai dirigenti il Patt si sfila e la giunta comunale di Trento si spacca.

Ieri, di fronte alla delibera con cui il sindaco Alessandro Andreatta proponeva di ritoccare la graduazione delle posizioni dirigenziali, e di conseguenza i compensi dei responsabili di quei settori della pubblica amministrazione cittadina che si sono visti aumentare le competenze, gli assessori autonomisti, Roberto Stanchina e Tiziano Uez, hanno ribadito la loro netta contrarietà.

La discussione è stata a dir poco accesa ed è andata avanti a lungo. Alla fine il sindaco ha deciso di procedere comunque ed ha approvato la delibera con i voti favorevoli degli assessori di Pd e Cantiere. Al momento di votare Stanchina e Uez hanno abbandonato la seduta, per evitare di esprimere un voto contrario che avrebbe interrotto una lunga tradizione di unanimità e avrebbe reso plateale la «crisi». Ma nei fatti la loro contrarietà è più che chiara.

La proposta del sindaco riprende e applica il meccanismo che attribuisce ad ogni Servizio e Ufficio un peso specifico. Con la revisione della pianta organica e la riorganizzazione, votata nell’ottobre scorso dal consiglio comunale, sono state identificate tre macro aree a cui fanno riferimento in tutto 27 Servizi e 50 Uffici.

Il numero dei dirigenti è calato da 32 a 29 e sono stati fatti alcuni accorpamenti: Ragioneria e Tributi sono diventati un unico Servizio Risorse Finanziarie, sono stati unificati Urbanistica e Ambiente, il Servizio Edilizia raggruppa ora l’edilizia pubblica e quella privata, Patrimonio e Opere di urbanizzazione primaria sono stati messi assieme. In seguito poi è stato attribuito alla Segreteria generale il compito di controllare il rispetto delle regole contro la corruzione. Queste novità hanno fatto aumentare il peso dei singoli servizi spingendo il sindaco a proporre, come previsto dal contratto, l’adeguamento delle retribuzioni di posizione dei dirigenti. Si tratta di ritocchi che vanno da 1.000 a poco più di 4.000 euro lordi all’anno per cinque di loro, per una spesa complessiva annua che dovrebbe aggirarsi sui ventimila euro.

Non è una cifra enorme rispetto al bilancio di Palazzo Thun, ma Stanchina ne fa una questione di principio. «Tecnicamente il provvedimento non fa una piega - ammette l’assessore alle Attività economiche - ma siccome l’adeguamento non è un obbligo ma solo una possibilità io continuo a sostenere che non mi pare sia opportuno dare un segnale di questo tipo. In un momento di sofferenze e licenziamenti, di fronte a notizie come la chiusura di Vestimenta o la crisi dell’editoria non mi sembra il caso di concedere aumenti a chi può comunque contare su fior di stipendi. È un discorso etico e morale. Non voglio fare polemiche ma sono convinto che occorra fermarsi e chiedere una piccola rinuncia».

La proposta di aumento ai dirigenti il sindaco l’aveva già portata in giunta alcune sedute fa ma fin dall’inizio l’assessore del Patt, spalleggiato dal collega di partito Uez, si era messo di traverso. Andreatta ha insistito molto, volendo preservare l’unitarietà della giunta e richiamando gli autonomisti al valore della collegialità. «Ma queste sono posizioni personali, è un tema etico. Non ci sono crisi di giunta né problemi di tenuta perché per il resto andiamo avanti benissimo.

Su questo tema però non posso scendere a compromessi» spiega Stanchina. Che ricorda quando, alcuni anni fa, rinunciò da presidente di circoscrizione all’aumento del 10% di indennità che gli era stato assegnato proprio come segno di solidarietà per chi nel privato la crisi la subisce, spesso in maniera drammatica. «Io di questo ho parlato anche con gli stessi dirigenti e voglio essere tranquillo e trasparente» ribadisce.


ANDREATTA VA AVANTI

Il sindaco difende la decisione di ritoccare le retribuzioni di posizione dei dirigenti, la considera una scelta ovvia legata ai maggiori carichi di lavoro attribuiti ai titolari dei Servizi frutto di accorpamento. «Noi oggi abbiamo approvato solo la graduazione delle posizioni dirigenziali come previsto dal contratto e le modifiche del punteggio riguardano solo cinque Servizi» spiega.

Nessuna polemica nei confronti del Patt ma Andreatta ci tiene a sottolineare come gran parte dei tagli alla spesa corrente negli ultimi anni siano stati fatti proprio tagliando i costi del personale. «La metà degli oltre 8 milioni negli ultimi cinque anni è imputabile a questa voce e in particolare i tre dirigenti che hanno lasciato il lavoro in Comune in tempi recenti significano un risparmio di 300.000 euro. Non mi pare perciò che sia un problema questa maggiore spesa di 15-20.000 euro complessivi all’anno» dichiara.

Il sindaco considera «semplicistica» la posizione degli autonomisti, quando spiegano di essersi dissociati visto il momento di crisi e di difficoltà che molte aziende vivono e i tanti cittadini che rimangono senza lavoro. «Noi - ripete - abbiamo risparmiato rinunciando a qualche dirigente e diminuendone il numero. Credo che però tutti possano capire che se uno fa il lavoro di due persone, o di una e mezzo, rispetto a prima sia giusto riconoscerglielo».

Andreatta insomma non ci sta a passare per un sindaco che spende allegramente il denaro pubblico. «Se c’è un sindaco sobrio, risparmioso e, credo, giusto ed equo quello sono io. Ma ci deve essere una giustizia. Noi abbiamo fatto quello che era opportuno fare sulla base delle indicazioni che avevamo. È l’applicazione di una indicazione tecnica e contrattuale».

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