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La paura del runner circondato

da alcuni finti soldati sul Calisio

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Si è rivolto al sindaco Alessandro Andreatta con una lettera aperta per ottenere rassicurazioni, il runner che l’altro ieri, lungo i sentieri del Calisio, si è imbattuto in un gruppo di giovani vestiti in tuta mimetica e armati con equipaggiamento militare. È accaduto verso il mezzogiorno di domenica quando Antonio Marchi, all’ora di pranzo, aveva deciso di approfittare della splendida giornata di sole per una corsa sopra l’abitato di Martignano.
 
«Sto salendo di corsa a piedi il Calisio, la strada sterrata che porta al rifugio (detta della Flora); strada forestale che dopo l’abitato di Martignano e il maso Bolleri, porta al rifugio per poi scendere a Villamontagna...Da lontano i rintocchi del campanile di Martignano segnano le 12. Salgo con i miei pensieri cercando il giusto ritmo con meno fatica.
 
Ad un tratto un suono metallico, inconsueto (per queste parti) mi fa trasalire...Faccio fatica a crederci perchè quello che sento non è il colpo secco di un fucile di cacciatore ma il “rataratatà” di un mitra...Di un mitra? Mi fermo un attimo. Non ho il tempo di riflettere..mi sembra assurdo pensarlo. Sono sul Calisio mica in Siria? Fatto qualche centinaio di metri sento una voce che dice : “Fermi”. Proseguo, rallentando la corsa. Dopo una curva mi appaiono davanti un gruppo di giovani (6 o 7): tuta militare mimetica  con mitra spianati, disposti ai lati della stradina. Posizione di attesa...In attesa di chi o di che cosa? Non mi volto più fino al Rifugio e poi giù a rotta di collo verso casa. Rimangono però i pensieri e l’inquietante episodio mi evoca interrogativi di situazioni che nulla hanno a che fare con la libertà e la democrazia». 
 
In realtà è probabile che l’uomo possa essersi semplicemente imbattuto in appassionati del softair, attività basata sulla simulazione di tattiche e scenari militari, con l’impiego di dotazioni in tutto e per tutto simili a vere armi, ma caricate con proiettili in plastica. Per effettuare uscite in luoghi pubblici è necessaria la preventiva comunicazione alla questura e nel caso in cui la pratica si svolga lungo sentieri frequentati, è necessario interromperla al passaggio di altre persone, probabilmente proprio per questo il runner ha trovato i ragazzi fermi ai lati del sentiero.
 
Marchi ha comunque condiviso nella sua lettera aperta al sindaco riflessioni colme di incognite e timori: «Non oso pensare ad una relazione con gli ultimi accadimenti a Trento e al Brennero... Non oso pensare a tanto..ma in questa babele di incertezza politica, in questa folle posizione dell’Austria che tracima odio e disperazione non ci vedo niente di impossibile che ad una politica debole si sostituisca un potere forte».

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