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Mattarello, fermati 20 No Tav

Degasperi: attacco al dissenso

Il consigliere M5S attacca: nei palazzi blindati c'è chi alimenta lo scontro sociale

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No Tav a Mattarello

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Polizia schierata contro i No Tav

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La polizia controlla a Mattarello i No Tav

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Presidio dei carabinieri contro i No Tav

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Tav, le trivelle a Mattarello

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4 minuti 46 secondi

Mattinata di tensione  sulla della collina orientale di Trento, all'interno del territorio della circoscrizione di Mattarello, lungo il tracciato ipotizzato per la futura linea ad alta velocità ed alta capacità  ferroviaria lungo l'asse del Brennero. La polizia ha portato in questura alcuni attivisti No Tav. Quattro delle persone che protestano si sono incatenate sulla trivella utilizzata in un campo per i sondaggi legati alla realizzazione della grande opera (anche se alcune fonti ipotizzano che nel caso specifico i rilievi sotterranei possano riguardare un altro progetto che interessa la zona: il prolungamento dell'autostrada Valdastico).

AGGIORNAMENTO DELLE 10.50

Continua il presidio no tav alla trivella montata ieri per effettuare carotaggi lungo la prevista linea dell'alta velocità nel tratto tra Mattarello e il Capoluogo (vedi in basso al descrizione del tracciato previsto).

Una ventina gli attivisti che sono stati accompagnati in questura per essere identificati. Sono già stati tutti rilasciati ma, stando a quanto trapela dagli uffici, verranno denunciati per danneggiamento e invasione di terreno privato.

Una ventina gli attivisti ancora presenti lungo la strada delle Novaline, a sostegno dei quattro issatisi poco dopo le 6.30 di stamani sulla trivella, nei pressi del capitello dei Ronchi. 

Gli attivisti rimangono tuttora sulla trivella davanti allo sguardo delle forze dell'ordine.

La strada che collega Mattarello alla fricca rimane tuttora inagibile, con presidi della polizia locale; possono transitarci soltanto  i residenti.

In ogni modo, al momento dopo la tensione di un paio d'ore fa, la situazione del confronto fra attivisti e polizia e carabinieri appare tranquilla.

Durissimo il commento del consigliere provinciale M5S Filippo Degasperi, che questa mattina, allertato dell’accaduto, ha volutoi recarsi sul posto per verificare di persona: «Ho trovato le forze dell’ordine che portavano via delle persone da un campo e mi sono subito chiesto chi mai avesse disposto una simile azione di polizia. Ma nessuno mi ha dato risposte, né i funzionari di polizia, né i graduati dei carabinieri presenti.

Alla polizia municipale di Trento, invece, ho chiesto invano delucidazioni sulle presenza di quel cantiere improvvisato, con una trivella dietro una recinzione apparentemente abusiva, che non riporta le dovute informazioni su intervento, autorizzazioni, committente, responsabile della sicurezza eccetera.

Mi chiedo chi, nelle istituzioni trentine, abbia deciso di puntare su un aumento dello scontro sociale, di favorire una strategia del conflitto, facendo arrivare qui a Mattarello le forze dell’ordine, compresi celerini e carabinieri del Settimo di Laives, per fronteggiare qualche decina di manifestanti pacifici.

Ciò che appare evidente è che l’Osservatorio sul tunnel ferroviario istituito dall’assessore provinciale Mauro Gilmozzi non serve proprio a nulla: zero informazione ai cittadini, zero coinvolgimento pubblico, zero trasparenza.

In altre parole, invece di informare preventivamente la cittadinanza sui progetti in corso, si fa tutto di nascosto e poi si manda la polizia a rimuovere chi fa sentire il suo dissenso», conclude il rappresentante del movimento Cinque stelle.

 

 

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Descrizione: 

No Tav a Mattarello


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Descrizione: 

No Tav a Mattarello


IERI

Sono iniziati ieri i primi rilievi sulla della collina orientale di Trento, all'interno del territorio della circoscrizione di Mattarello, lungo il tracciato ipotizzato per la futura linea ad alta velocità ed alta capacità lungo l'asse del Brennero. I carotaggi sono finalizzati allo studio della conformazione terreno in vista della costruzione di una circonvallazione ferroviaria che lambisca il capoluogo, attraversando in galleria il Monte Calisio e la Vigolana per proseguire poi sulla sponda sinistra del fiume Adige. L'intervento segue quelli già effettuati in zona Marco di Rovereto, avvenuti nello stesso periodo dello scorso anno.

Stando a quanto ci è stato possibile osservare, le trivelle sono in azione in località Palazzi, in un terreno forestale chiuso al pubblico, lontano dalla rete viaria principale e dagli sguardi indiscreti. L'area interessata dai rilievi, pressapoco compresa tra la strada provinciale 131 e la Strada ai palazzi, appare chiusa con una recinzione mobile di metallo, su cui è stato apposto un cartello di segnalazione di divieto d'accesso ai non addetti ai lavori. Sono assenti le indicazioni relative al tipo di intervento in corso, mentre la zona è sotto stretta sorveglianza da parte delle forze dell'ordine.

Per tutto il pomeriggio di ieri, nei pressi della piccola cappella posta all'ingresso della stradicciola che conduce a villa Bertagnolli, erano infatti presenti stabilmente gli agenti della Polizia di Stato, dislocati con una camionetta antisommossa e in borghese. Al contempo, mezzi dei Carabinieri e della Polizia locale hanno attraversato più volte il paese di Mattarello e la vicina località Novaline, nonché la rete stradale nei pressi della zona interessata dai carotaggi, quali unità di appoggio. Il dispiegamento di polizia era dettato dal timore di contestazioni da parte di «No Tav», oppure di cittadini contrari alla realizzazione dell'opera. Dai resoconti fornitici, tuttavia, non è avvenuto alcun tipo di incidente.

La notizia dell'arrivo delle "trivelle" sopra Mattarello è rimbalzata subito tra chi di alta capacità non vuole sentir parlare. Nel tardo pomeriggio alcune decine di attivisti e residenti della zona, si sono ritrovate presso il terreno acquistato dal movimento in località Acquaviva, un luogo di resistenza fisica ma anche simbolica, per decidere quali risposte dare.

Intanto l'assessore ai lavori pubblici e infrastrutture Mauro Gilmozzi getta acqua sul fuoco: «Siamo in una fase di studio - sottolinea - si può essere a favore o contro il raddoppio della linea, ma qualsiasi opinione dovrebbe essere espressa sulla base di dati certi. In questo momento, come era stato comunicato anche ai comuni, da parte di Rfi sono in corso studi del sottosuolo per verificare la fattibilità. Ripeto: siamo quindi ancora nella fase della raccolta dei dati».

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