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Trento, per le 12 circoscrizioni comunali

tornano la «paga» e i gettoni di presenza

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I presidenti dei dodici consigli circoscrizionali di Trento torneranno ad avere uno stipendio mensile. Sarà molto più basso di quello che prendevano in passato, quando viaggiavano sopra i 1.700 euro al mese, ma con la delibera che il consiglio comunale affronterà nelle prossime settimane si torna in qualche modo a riconoscere anche dal punto di vista retributivo l’impegno richiesto a chi ricopre una carica del genere. Un impegno che oltre a un’applicazione quotidiana richiede la disponibilità a farsi carico delle tante sollecitazioni e richieste provenienti dal territorio di competenza.

La paga, secondo la proposta che la presidente del consiglio comunale, Lucia Coppola, presenterà nella commissione capigruppo lunedì prossimo, sarà inferiore a 877 euro lordi mensili, pari al 10% di quanto percepisce il sindaco. È il massimo che la legge regionale è disposta a concedere, avendo imposto quel limite, ma non tutti prenderanno la stessa cifra. La norma, attribuendo al consiglio comunale la potestà di decidere in materia, dice infatti che la retribuzione dovrà comunque essere proporzionale all’ampiezza del territorio amministrato e al numero di residenti nella circoscrizione. Le aree più grandi e popolose insomma garantiranno una maggiore paga. «Nella mia proposta - spiega Lucia Coppola - peraltro i due parametri tendono a compensarsi, nel senso che in molti casi le circoscrizioni più popolose, quelle di fondovalle, sono anche più piccole territorialmente».

Prima la commissione capigruppo e poi il consiglio comunale dovranno decidere anche se reintrodurre ed eventualmente quantificare i gettoni di presenza per la partecipazione alle sedute delle circoscrizioni. La presidente Coppola in questo caso, sapendo che tra i gruppi ci sono opinioni diverse in merito, non ha quantificato una proposta ma lascerà che essa scaturisca dal dibattito. In passato i consiglieri ricevevano un gettone di 60 euro per ogni seduta di consiglio e anche per la partecipazione alle commissioni circoscrizionali; ora le commissioni dovranno essere gratuite sia per gli esterni, come prima, che per i consiglieri. Il gettone potrebbe essere ripristinato a 60 euro, che è la cifra che prendono anche i consiglieri circoscrizionali di Bolzano ed è la metà di quanto prendono a seduta i consiglieri comunali di Trento e la stessa cifra che, come deciso a fine luglio, incasseranno per le sedute di commissione.

Il dibattito sull’opportunità o meno di retribuire l’impegno nelle circoscrizioni aveva tenuto banco a lungo alla fine della scorsa consiliatura. Partendo dalla considerazione che nel resto d’Italia le circoscrizioni sono state abolite nelle città sotto i 200.000 abitanti e che in regione rimangono solo grazie alle prerogative autonome, c’era chi sosteneva che sono una forma di impegno politico e civico che dovrebbe essere volontario. A favore di una retribuzione invece la considerazione sulle spese che devono affrontare i consiglieri di circoscrizione per portare avanti dignitosamente il loro mandato e l’impegno che ci deve mettere un presidente anche in termini di tempo.

L’orientamento che sta prevalendo è il secondo, ma la condivisione dovrà essere solida e trasversale. La delibera della giunta regionale che ha introdotto il regolamento su retribuzioni e indennità degli amministratori locali da qui al 2020, la numero 54 dell’aprile scorso, stabilisce infatti all’articolo 8 che sia la reintroduzione dei gettoni nelle circoscrizioni che la retribuzione dei presidenti debbano ricevere il via libera dal consiglio comunale con una maggioranza dei due terzi, una maggioranza e un punto di equilibrio che potrebbero non essere facili da trovare.

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