Caccia: stagione al via per cervi e caprioli

Oggi nei boschi del Trentino, inizia la stagione venatoria, con il via alla caccia a cervi e caprioli. Oltre seimila cacciatori, dunque, si sono alzati di buon mattino e si sono messi in cammino alla ricerca delle loro prede

di Giuseppe Fin

488f9cf754_2654355.jpgOggi nei boschi del Trentino, inizia la stagione venatoria, con il via alla caccia a cervi e caprioli. Oltre seimila cacciatori, dunque, si sono alzati di buon mattino e si sono messi in cammino alla ricerca delle loro prede. È anche l'occasione per fare il punto con il presidente dell'Associazione Cacciatori del Trentino, Gianpaolo Sassudelli.

 

Secondo i dati ufficiali dell’associazione, le doppiette quest’anno saranno 6 mila e 350, con una diminuzione di 188 cacciatori rispetto la stagione del 2013. A diminuire sono anche i permessi rilasciati che risultano essere 6 mila 520. «Pur essendoci aperture differenziate per la caccia - spiega Sassudelli - l’apertura di domenica ha conservato un valore altamente simbolico. Un appuntamento che rimane importante e nel quale trova conclusione e concretezza il nostro lavoro e le nostre attese».


Come già detto, però, un primo dato che non può essere ignorato riguarda la diminuzione dei cacciatori trentini e l’aumento dell’età media di chi prosegue con questa passione che si attesta sui 58 anni. A non aumentare, ma nemmeno diminuire, è l’interessamento da parte dei giovani sull’attività venatoria.


«I cacciatori - ha spiegato Sassudelli -  sono in leggero calo. Questo aspetto è sicuramente dovuto dal momento di crisi economica che c’è e che continua a mordere nelle famiglie. Dobbiamo tenere presente che, sommando il costo del permesso per la caccia,  il porto d’armi e tutte le altre pratiche burocratiche, un cacciatore arriva a pagare dai 500 ai 600 euro se non addirittura di più. Accanto a questo vi sono poi tutte le spese per l’attrezzatura di cui ci si deve dotare che non sono di poco conto».


Nei giorni scorsi è stato, intanto, dato il benvenuto anche ai nuovi 94 cacciatori abilitati nell’ultima sessione di esami.

 

L’associazione Cacciatori Trentini negli scorsi mesi ha inoltre svolto diverse fasi della gestione faunistica ed ha ultimato i censimenti primaverili dei cervidi e quelli, principalmente estivi, dei camosci. Lo scorso inverno si è rivelato non particolarmente incisivo nell’influenzare quest’ultime specie. 

 

A titolo precauzionale, però, 8 distretti di caccia su 20, nel caso del capriolo, e 4 distretti su 20 nel caso del cervo, hanno ridotto i programmi di prelievo per  garantire una maggiore attività conservativa. Non sembrano, comunque, esserci particolari criticità per alcuna specie. Ad assicurarlo è lo stesso presidente Giampaolo Sassudelli. «Possiamo dire - spiega - che il cervo si trova in una situazione ottimale e assieme al camoscio, sono entrambi in aumento. Per quanto riguarda invece il capriolo, rispetto al calo che era stato registrato nei primi anni duemila, si è un po’ ripreso anche se soffre ancora della presenza di altri ungulati e del rimboscamento».

 

fucile caccia cacciatore cacciatori


Pur non essendoci stati dal 2010, durante l’attività venatoria, casi di incidenti mortali, un forte richiamo da parte del presidente arriva in tema di sicurezza. «Il ruolo sociale che rivestiamo - afferma - ci chiede di affrontare la stagione venatoria mantenendo il massimo rispetto degli altri sia in campo della sicurezza sia delle proprietà. Rivolgo a tutti un appello alla prudenza prima di tutto nel maneggiare le armi e poi nel ricordarsi sempre che nel bosco non si è da soli e occorre fare molta attenzione. È di fondamentale importanza controllare bene l’arma e soprattutto utilizzarla solo quando si ha una giusta luce».

 

Gli animalisti, per parte loro, non stanno a guardare: le prime 1.650 firme raccolte on line in un giorno sono state inviate al presidente della provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi in una petizione «No caccia» dell'Agenda del Pianeta Terra proprio in vista della riapertura della caccia.


«Questa iniziativa, come tante altre - scrive l'Apt Italia - ha un significato: esprimere l'opposizione di molti contro l'aggressione della natura e in particolare degli animali, la preoccupazione per un nuovo pericolo per Daniza e i suoi cuccioli - con tutti quei fucili -, per la morte sicura di animali belli e innocenti, e per una gestione ignorante del Progetto Orso (ora anche i lupi in Trentino). Siamo stanchi, aspettiamo tutti un segnale di comprensione e ripensamento».

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