Consiglieri regionali Rimborsi e vantaggi

Accogliendo la richiesta del consigliere regionale altoatesino Alessandro Urzì, l'ufficio di presidenza guidato da Diego Moltrer, ha modificato il regolamento di esecuzione delle leggi sul trattamento economico e i rimborsi spese dei consiglieri, eliminando ogni limite alle spese per corsi di aggiornamento di cui sarà possibile chiedere il rimborso. I rimborsi del consiglio regionale I tuoi commenti

MoltrerTRENTO - Accogliendo la richiesta del consigliere regionale altoatesino Alessandro Urzì, l'ufficio di presidenza guidato da Diego Moltrer, ha modificato il regolamento di esecuzione delle leggi sul trattamento economico e i rimborsi spese dei consiglieri, eliminando ogni limite alle spese per corsi di aggiornamento di cui sarà possibile chiedere il rimborso. Il regolamento stabiliva infatti che tra le categorie di spese di cui il consigliere può chiedere il rimborso ci sono quelle sostenute per la partecipazione a «incontri, sopralluoghi, visite, convegni, congressi o riunioni, attività di studio, corsi e approfondimenti linguistici, corsi di formazione e corsi di aggiornamento, fino a un massimo di sette giorni consecutivi e per non più di venti giornate annue». Si prevedeva anche il rimborso delle «quote di iscrizione fino al limite del 20%».
 
La modifica decisa dall'ufficio di presidenza all'unanimità ha eliminato la frase «massimo di 7 giorni consecutivi e per non più di 20 giornate annue» e ha alzato da 20 al 30% la quota di iscrizione rimborsabile. Oltre all'indennità mensile di  9.800  euro lorde, i consiglieri regionali hanno diritto anche a un rimborso spese mensile di  700  euro netti forfettari più altri  750  euro netti al mese, tutti rivalutati annualmente in base all'indice Istat. Per poter ottenere ogni mese questi 750 euro netti i consiglieri devono però prendersi la briga di fare la richiesta di rimborso di spese documentate, da presentare «non oltre tre mesi dalla loro effettuazione».
 
Il consiglio regionale rimborsa: biglietti per viaggi su mezzi pubblici e privati, compresi mezzi navali e aerei, riconoscendo un'indennità chilometrica pari al 33% del prezzo della benzina senza piombo rilevabile al primo giorno del mese di riferimento. Vengono pagati poi «i pedaggi relativi al percorso autostradale dichiarato», parcheggi, taxi, «pasti, sia in Italia che all'estero fino a un costo massimo di  90 euro  giornalieri e pernottamenti e prima colazione fino a un costo massimo di  220 euro giornalieri».
 
Ai consiglieri che non hanno la residenza nella città dove ha sede il consiglio regionale vengono rimborsate le spese di viaggio sostenute per partecipare alle sedute del Consiglio e dei suoi organi e questi rimborsi sono aggiuntivi rispetto ai 750 euro mensili fissati per tutti. Ai consiglieri regionali che si recano a Trento o a Bolzano dove si riunisce il Consiglio possono chiedere dunque il rimborso chilometrico se si recano con la propria auto o il rimborso del «prezzo del biglietto di prima classe, compresi eventuali supplementi» se usano il treno o mezzi pubblici. I consiglieri non rischiano dunque di viaggiare con i cittadini comuni. La richiesta di rimborso chilometrico va presentata alla fine di ogni mese.

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