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Merler tra i falchetti Pdl e la notte con Berlusconi

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Nel video pubblicato sul sito del Corriere della Sera è quello che - mentre tutte le signorine elegantissime con pellicciotti di visone, collier luccicanti e tacco 14 entrano disinvolte senza che nessuno le controlli - viene fermato perché non è sulla lista. Non serve nemmeno la telefonata in diretta con Maurizio Del Tenno, ex onorevole lombardo del Pdl eletto una volta anche da noi (quello che arrivava a Trento in elicottero), per sbloccare la situazione. Per lunghi minuti Andrea Merler, vicecapogruppo del Pdl in Consiglio comunale a Trento, è costretto a rimanere all'esterno del palazzo mentre ragazzotti imberbi e ragazzine «tiratissime» entrano a frotte. Intervistato e un po' canzonato dai cameramen finché Del Tenno non riesce in qualche modo ad intercedere telefonicamente con Daniela Santanché. A quel punto spunta una nuova lista inviti nella quale compare anche il nome del trentenne neo avvocato trentino. Il quale finalmente è ammesso alla serata dei «falchetti» berlusconiani organizzata dalla «pitonessa» nella nuova sede del partito in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma.
C'era dunque anche un po' di trentino alla festa di Forza Italia di martedì sera.
 

Consigliere Merler, come è arrivato alla cena dei «baby falchi»?
Mi ha chiamato la segreteria nazionale chiedendomi se ero disponibile per l'appuntamento in cui Silvio Berlusconi voleva incontrare un centinaio di giovani. Visto che sabato c'è il consiglio nazionale ho deciso di scendere a Roma già martedì e dedicare gli altri giorni ad una serie di incontri con i vertici del partito per capire cosa ne sarà di questo grande partito.
 

C'erano altri giovani pidiellini trentini alla serata di gala?
No, ero l'unico.
 

Ha avuto modo di parlare con Berlusconi?
Ci siamo stretti la mano, abbiamo fatto una lunga conversazione e qualche foto.
 

Era la prima volta che lo vedeva?
L'avevo già incontrato due anni fa ad un Consiglio nazionale.
 

Allora le avrà detto di tagliarsi la barba, visto che a Berlusconi non piacciono le facce pelose.
No, io la tengo anche se si dice che al presidente non piace. Ieri non ha fatto commenti. Evidentemente il test barba l'ho superato.
 

Ci racconti il clima della cena.
Eravamo in un salone ampio, tutto affrescato, molto bello. Non era una cena perché - sapete com'è? - con la crisi si sta attenti alle spese. Si è parlato  di problemi macroeconomici, prospettive di crescita, della Cina.
 

Scusi, ma dalle foto e dai video apparsi sui siti dei giornali nazionali sembrava più un'uscita mondana di giovani della Roma bene che non una riunione di partito.
Quello è solo un piccolo spaccato, fatto anche per sputtanare. Se si guardano i video si vedono magari ragazze carine e ragazzi spaesati, ma in realtà l'80 per cento dei presenti era gente attiva, interessata, che un po' di politica la mastica. Certo, magari fanno più impressione quelli che erano lì per caso, forse c'era qualcuno un po' troppo giovane, ma complessivamente è stato un momento interessante.
 

Si sarà parlato anche del governo e della lotta tra falchi e colombe.
Qualcuno dei più scaldati ha invitato Berlusconi a far saltare tutto. Il presidente invece è stato molto cauto perché si è reso conto che se si spacca il Pdl, non ci sono più i numeri e il governo cade. E questo è il male dell'Italia.
 

Insomma una serata di baby falchi?
Principalmente era gente dell'ala più critica.
 

Lei Merler da che parte sta?
Io sono per l'unità del partito, la divisione tra falchi e colombe non mi interessa.
 

Un «pontiere», allora?
Dico che questo partito bisogna unirlo, perché a forza di litigare si perde in credibilità.
 

E della decadenza cos'è stato detto?
Che è un problema perché per lui governare con persone che lo insultano e che voteranno per la sua decadenza è difficile, anche umiliante. Posso capire. Si è percepito che il presidente è molto combattuto.
 

Lei che ne pensa?
Io penso che sia il caso di far slittare il voto in avanti, in attesa del giudizio della Corte di giustizia europea.
 

Silvio forever, dunque?
Tendenzialmente è ovvio che sono contro la decadenza del leader del mio partito, perché poi è davvero difficile governare con chi ti ha estromesso il capo.
 

Come è la situazione del partito a Trento, ora governato dalla coppia Biancofiore - Bezzi?
È tutto da ricostruire. Il 4 per cento ottenuto alle provinciali è un risultato catastrofico. Ma ieri Berlusconi ha spiegato di aver mandato degli spettori in incognita in vari coordinamenti per vedere come si lavora sul territorio. Staremo a vedere, ma di sicuro il vento è quello del cambiamento e una nuova classe dirigente è necessaria.
 

Toccherà a lei guidare la nuova Forza Italia trentina?
Non lo so. Il partito mi conosce, anche a Roma. Se reputano che possa dare una mano valuterò, ma non sarò disponibile a tutte le condizioni.

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