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Baby sitter in inglese, cocktail

e laboratorio artistico: così

rinascono i negozi sfitti

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L’appello a riempire i cinque negozi sfitti messi a disposizione gratuitamente dai proprietari nell’ambito del progetto «Rigenerazione urbana» ha colpito nel segno. Al bando, infatti, hanno risposto in nove e, attenzione, non si tratta di aspiranti commercianti che tenteranno per due mesi di vendere merce e poi, se gli affari si dimostrassero fruttuosi, aprirebbero una bottega vera e propria ma di novità assolute, in parte stravaganti ma sicuramente curiose a tal punto da attirare gente.

In centro storico (tre spazi in piazza del Suffragio, uno in piazza San Carlo e uno in via Negrelli) per il prossimo bimestre le vetrine spente e vuote da un po’ torneranno a rianimarsi. E le attività che ospiteranno saranno un inedito per la città della Quercia. Perché si va dal servizio di baby sitter collettivo con tanto di insegnamento della lingua (i genitori possono «parcheggiare» i pargoli che, oltre ad essere seguiti e custoditi impareranno pure l’inglese) al laboratorio artistico con esposizione delle opere realizzate dai partecipanti al termine dei due mesi. In altre parole, un negozio si trasformerà in una galleria d’arte temporanea con produzione propria. Ancora: ci sarà il consulente agli acquisti sulle nuove tecnologie, fondamentale per la parte di popolazione che è a digiuno di digitale.

Nella bottega si consiglierà il prodotto più in linea con l’utilizzatore, sia esso un telefonino di nuova generazione piuttosto che un personal computer o una qualsiasi diavoleria buona per ascoltare musica e vedere film. Ma ci sarà pure la possibilità di confrontarsi con la realtà virtuale o magari solo concedersi un drink particolare o sorta di «tapas» made in Rovereto proposti dai bar e dai locali della città e riuniti in un unico workshop enogastronomico che funge pure da marketing per gli altri esercizi. Insomma, il nuovo commercio lagarino sta imboccando strade mai viste e mai calcate. E questo è solo l’inizio.
«Il commercio è cambiato. - spiega Cristian Sala, responsabile della “Rigenerazione urbana” - Pensiamo a quei negozi che d’estate vendono gelati e d’inverno salumi. La nostra proposta, grazie al sostegno di cinque proprietari di botteghe che le hanno messe a disposizione gratuitamente, non risolverà i problemi dell’economia ma sono il tassello di un puzzle più ampio. Sperando che altri prestino i propri negozi e che la città riparta».

L’elenco dei primi cinque animatori del «new shopping» di Rovereto sarà reso noto solo tra qualche giorno ma l’esordio dell’esperimento è incoraggiante. Ed è solo il primo passo: riaprire negozi chiusi per restituire fascino e curiosità al centro storico e riportare clienti, visitatori, turisti. Per due mesi - dal primo marzo al 4 maggio - si sfrutteranno gli spazi vuoti, con vetrine fronte strada, per infilarci vendita di prodotti, degustazioni, installazioni, showroom o qualunque altra cosa. L’importante è garantire l’apertura almeno 24 ore dal lunedì al sabato. Una proposta concreta per riaccendere i riflettori e riportare la gente in città.

I locali sfitti sono per chi ha voglia di impegnarsi per ripopolare e rivitalizzare il cuore urbano. Con l’impegno a collaborare con le altre realtà commerciali della via per animarla con eventi collettivi. Un’idea, questa, sposata in pieno dagli aspiranti commercianti a tempo - giovanissimi ma anche società, partite Iva e associazioni - che hanno già in cantiere una serie di eventi di strada da proporre tutti insieme ai cittadini del passeggio pomeridiano del fine settimana.

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