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Gelo all'accensione dell' albero

Carollo canta, sindaco senza audio

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Il rito va sempre rispettato, specie se riguarda l'accensione del grande albero di Natale in piazza Rosmini, una cerimonia che ai roveretani piace e che ieri pomeriggio ha richiamato nel salotto buono della città un bel po' di gente. E soprattutto ha visto la presenza della giunta comunale dopo lo sgarbo istituzionale dell'apertura dei mercatini il 23 novembre. La curiosità, dunque, era doppia. Perché le distanze prese ufficialmente dal sindaco Francesco Valduga nei confronti di Agostino Carollo per il suo Festival Natale hanno alimentato il dibattito nell'ultima settimana. Ma il Natale rimane pur sempre una festa collettiva. L'assenza al taglio del nastro, in altre parole, è pesata.  

E ieri il quesito è stato proprio quello: ci sarà il sindaco? C'era e con lui la vice Cristina Azzolini e l'assessore al commercio e turismo Ivo Chiesa. Perché il momento dell'accensione dell'abete è di quelli sentiti. Anche se al gelo naturale si è unito quello - non voluto ma pur sempre «palpabile» - del microfono spento affidato al primo cittadino. Una vendetta di Carollo? Chissà, fatto sta che Valduga ha dovuto gridare per farsi sentire dalla gente: «Questo è un momento simbolico che segna l'inizio dell'attesa della nascita di un Dio che si fa uomo. Natale è una festa delle famiglie e della comunità, delle emozioni che vengono dalle relazioni più profonde. E che, soprattutto, vengono prima dei valori materiali. Auguro quindi di tutto cuore un Buon Natale a tutte le famiglie di Rovereto e alla nostra comunità». Poche parole che hanno sottolineato il solco ormai non rimarginabile tra l'amministrazione ed Everness, la società che si è aggiudicata il bando per organizzare l'evento. 

La serata - anomala e asciutta, con alcuni anziani che si sono lamentati dell'assenza del presepio sopra la fontana e dei canti natalizi solitamente affidati ad un coro - è stata una passerella per il dj. Che ha aperto le danze alla chitarra intonando «Knockin' on Heaven's Door» di Bob Dylan, mica per niente un premio Nobel della letteratura, e poi ha gigioneggiato con i bambini. «Ho voluto riportare l'atmosfera degli anni Ottanta, quelli di Happy Days e di Ralph Malph, quelli dei Roy Rogers come jeans», ha scherzato citando Max Pezzali e gli 883. E poi ha annunciato l'arrivo di San Nicolò e di Santa Lucia con l'asinello ma pure la sorpresa della Vigilia: «Per la prima volta si troveranno insieme Gesù Bambino e Babbo Natale, non è mai successo da nessuna parte nel mondo».  

E qui i distinguo sul Natale di Rovereto si sprecano: perché il primo va bene per il target oltremodo «under» voluto da Carollo, l'altro per adulti e «over» in genere. L'artista, poi, prima di illuminare l'abete ha intonato la sigla del suo Festival, «Merry Christmas Time». E prima della «luce fu» ha pure chiesto due minuti di silenzio per tutti gli alberi abbattuti dal maltempo a fine ottobre. «Questo abete è stato raccolto tra quelli distrutti. L'ultimo suo mese di vita lo passerà in piazza Rosmini rallegrando il Natale roveretano e rappresentando tutti gli alberi caduti. Voglio ringraziare il Comune di Folgaria per averci dato questo albero». E sul palco, per l'augurio, è salito anche il neoassessore provinciale allo sviluppo Achille Spinelli . Ma la chiusura è da provocazione. «Sindaco, fin quando ci sarà festa? Il 6 gennaio? E il mercatino davvero termina il 24 dicembre». E gelo fu.

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