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«Io, cervello in fuga che vorrebbe tornare»

Da Rovereto agli Usa per una carriera

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Tra i tanti ricercatori dell'«Sri international», un importante centro di ricerca e sviluppo indipendente senza scopo di lucro con sede a Menlo Park, in California, c'è un roveretano che studia il sonno e l'insonnia. «Faccio il ricercatore, sono uno dei cervelli in fuga dall'Italia», esordisce Massimiliano de Zambotti, 36enne che prima di iniziare a viaggiare per il mondo per studio e lavoro, viveva a Lizzana ed in città ha frequentato l'istituto «Marconi». Ma in Trentino, nella sua terra, vorrebbe tornare prima o poi, portando con sè l'esperienza maturata in questi anni. In realtà il ricercatore roveretano è partito alla volta degli stati Uniti con un bagaglio già ricco, perchè come racconta lui stesso «la formazione delle università italiane non ha eguali». De Zambotti si è laureato all'Università di Padova, in psicologia. 

Il National institute of standards and technology (Nist) del Ministero del commercio statunitense ha firmato un accordo di ricerca e sviluppo (Crada) con Sri international per guidare un consorzio focalizzato sulla scienza ed ingegneria quantistica. All'interno di questo grande instituto che spazia dalla ricerca aerospaziale alle nanotecnologie, Massimiliano de Zambotti lavora per il laboratorio del sonno. Di questo particolare settore ha iniziato ad occuparsi dopo la laurea conseguita all'Università di Padova in psicologia biologica, quando ha vinto un dottorato in neuroscienze.  

«Negli Stati Uniti sono venuto per studiare l'interazione tra sistemi sonno, endocrino e cardiovascolare, focalizzato a comprendere l'insorgere dell'insonnia in relazione alla menopausa» spiega de Zambotti entrando nel vivo di uno dei progetti che sta portando avanti nel grande polo dei ricercatori vicino a San Francisco. «E ora sto lavorando anche ad un progetto che indaga le basi psicofisiologiche dell'insonnia partendo dall'adolescenza. Infatti, negli adolescenti femmine sembra che esista una particolare vulnerability all'insonnia, che emerge in età puberale».  

L'esperienza all'estero per Massimiliano de Zambotti era iniziata con un anno alla Melburne university, in Australia. «Lì ho lavorato su un progetto di ricerca che riguardava l'interazione tra flutuazioni ormonali nel ciclo mestruale, sonno e sistema nervoso. Tornato a Padova non ho trovato molte porte aperte. Ho ricevuto però delle offerte dall'estero. In Italia dopo il dottorato ti rottamano se non hai un posto aperto in quell'istante: le univerità non hanno fondi per trovarti un posto, anche se magari vorrebbero farlo». Al contrario, in America, un giovane appena uscito dall'università è molto ambito: «Qui dove sono non ti offrono un posto di lavoro, ma una carriera: sei già formato, ti mettono nelle condizioni di essere produttivo e ti vogliono tenere. Hai visibilità, soddisfazione, possibilità di carriera. 

Noi italiani tra l'altro siamo portati a crearci le nostre strade, caratterialmente e perché arriviamo da università che formano bene, che garantiscono competitività e competenza ad alto livello ed in un contesto internazionale. Già il dottorato ti rende autonomo, ma non ci sono molte possibilità per chi resta in Italia». 

Per il ricercatore roveretano questo è il sesto anno a San Francisco: «Dopo un paio d'anni ho vinto il mio primo grant assieme al mio capo per studiare gli effetti dell'alcol sul sistema cardiovascolare durante la notte. Creiamo quelli che chiamiamo social event , nel nostro caso contesti in cui la gente beve per studiare gli effetti che ha. Il tutto dentro al nostro laboratorio, adattato per poter rilevare i parametri che ci interessano ossia quelli elettrocardiografici ed elettromeccanici del cuore, prelievi del sangue via dicendo. Ora mi occupo di sonno e tecnologia: di come e' possible misurare accuratamente il sonno in modo ecologico e su larga scala con dispositivi elettronici che si indossano (smarth wearables), e come è possible hackerare il corpo umano per migliorare specifici processi del sonno. Ultimamente credo che la tecnologia possa offrire nuove soluzioni per migliorare il sonno».
Massimiliano de Zambotti in questi anni ha iniziato a costruire anche la sua famiglia, sposando una ragazza italiana che come lui è approdata negli Usa. «Siamo a buon punto nella nostra carriera carriera ed io sono appagato del mio percorso di scienza fatto fin qui. Sono più formato e nell'ottica di allargare la famiglia vorrei poter tornare, mi manca l'Italia. Anche perché vorrei poter contribuire con il mio lavoro anche nella mia regione».

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