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«Truffa degli sconti»

Vittime due anziani

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Trovarsi all'improvviso con un contratto firmato che costringe a pagare quasi diecimila euro in padelle e materassi è l'incubo che stanno vivendo due pensionati lagarini di 69 anni, che a fine luglio sono stati raggirati da degli abili truffatori.

«Eravamo in casa - racconta il protagonista di questa vicenda - quando mi ha telefonato una signorina per conto, diceva lei, del "Centro Servizi della Provincia", avvisandomi che qualche giorno dopo sarebbe passato un incaricato per proporre una speciale tessera per ottenere importanti sconti per articoli della casa. Due giorni dopo, il 26 luglio, mentre stavamo pranzando, è arrivata un'altra persona a portarci un piccolo catalogo ed un modulo con su scritto bello grande: "Attivazione carta convenienza". Noi stavamo al piano di sopra ed è scesa mia moglie a parlare con questa persona. Quando le hanno dato da firmare una ricevuta, l'incaricato ha ribadito che non c'era alcun obbligo di acquistare nulla, che era solo la pratica per attivare gli sconti e che in tre anni qualcosa di interessante da comperare a metà prezzo l'avremmo anche trovato. Le ha anche detto che sarebbe passato un altro incaricato con il catalogo con tutti i prodotti. Lo so che non si deve fare, ma purtroppo la moglie, che era di corsa, ha firmato».

A peggiorare le cose, ed a confondere le acque, anche il fatto che questi incaricati hanno usato il nome di una ditta molto ben conosciuta e che gode di ottima reputazione, e che proprio a Rovereto ha aperto qualche tempo fa un enorme negozio di articoli per la casa e l'arredamento. Riprende l'anziano: «Quando abbiamo guardato con calma le carte, siamo rimasti scioccati perché il contratto prevede l'obbligo di comperare merce per 2.990 euro più iva ogni anno per tre anni. A questo punto abbiamo deciso di aspettare questo incaricato, per poterci spiegare e annullare tutto. Ma quando il 21 agosto effettivamente è arrivato un altro agente, la situazione è andata peggiorando perché questa persona ci ha detto chiaro e tondo che noi avevamo l'obbligo di spendere questi 9mila euro. L'unica maniera per uscire da questo guaio era spendere subito tremila euro il primo anno. Da allora non dormiamo più la notte per la preoccupazione».

Un comportamento ingannevole, dunque, che ha preso di mira due persone che vivono sole che si sono sentite intimidite e minacciate, e che ricalca altre truffe già pesantemente sanzionate in passato.
L'unica via d'uscita è dunque segnalare questi casi, e rivolgersi alle forze dell'ordine ed alle associazioni di tutela dei consumatori.

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