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Rovereto, scatta il Pum

Auto e bici ai 30 all'ora

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Ancora un paio di settimane e il Pum, il Piano urbano della mobilità, sarà finalmente illustrato al consiglio comunale e alle circoscrizioni prima di approdare all’Urban Center di corso Rosmini per un confronto pubblico con i cittadini. «Il piano sarà assolutamente condiviso con la città, - conferma l’assessore Carlo Plotegher - perché è giusto che ogni roveretano possa dire la sua su come ci si muoverà domani a Rovereto».
Il «malloppo» da 350 pagine che fotografa la situazione attuale e suggerisce interventi nel brevissimo tempo ma pure nel lungo periodo è completo anche se il Comune ha deciso di aggiornarlo recependo, tra gli altri input, le direttive europee sulla mobilità sostenibile. In pratica, al di là dell’implementazione del trasporto pubblico (che grazie agli 800 mila euro costanti all’anno erogati dalla Provincia sarà esteso e incrementato in quanto a numero di corse) sarà ampliata la ciclabilità urbana. L’Unione Europea, d’altro canto, punta molto sul concetto di ciclovia che, attenzione, non necessariamente significa piste ciclabili. «No, non sono solo quelle. - spiega l’assessore - Anzi, come città di Rovereto siamo stati i primi in Italia ad adottare la promiscuità grazie all’ampliamento delle zone a 30 chilometri orari per le macchine. Un concetto, questo, che ci stanno copiando in altre città d’Italia e che da poco è stato messo nero su bianco da Bruxelles».
Il Pum, per entrare nel dettaglio, non risolverà la questione del traffico realizzando nuove strade ma razionalizzerà l’esistente. «Questo per quanto riguarda il Comune, - precisa Plotegher - perché il Protocollo d’intesa firmato con la Provincia è valido e ha già fondi stanziati. Vuol dire che il sottopasso ciclopedonale di piazzale Orsi, i passanti gemelli sempre sotto la stazione per consentire a macchine e corriere di raggiungere via Zeni e la tangenziale leggera sono progetti in essere che saranno realizzati, ovviamente in un tempo più lungo. Ma i soldi ci sono e indietro non si torna. Da parte nostra, come giunta, stiamo lavorando per migliorare gli accessi alla città e l’attraversamento leggero della stessa». Iniziando, come detto, dalla promiscuità tra bici e auto. Un concetto, questo, che fa paura a molti ma, in fin dei conti, si tratta di un recepimento culturale. L’Europa sul punto è chiara: dove la velocità massima, in un centro urbano, è di 50 chilometri orari sono necessarie le piste ciclabili; dove sono introdotti i 30 all’ora i due mezzi possono convivere. Insomma, allargando la zona 30 si risparmiano soldi in infrastrutture. «È vero ma va anche ricordato che in alcune vie non è possibile realizzare piste ciclabili senza cancellare del tutto i parcheggi. Per questo rallentare la macchine consente l’utilizzo delle strade anche alla cosiddetta mobilità leggera o sostenibile».
Proprio i 30 orari, introdotti dalla precedente giunta Miorandi, sono la leva per cercare di eliminare gli ingorghi. «Siamo partiti da lì, - ricorda Plotegher - ma abbiamo superato quel sistema a spot che serviva a poco. Abbiamo preferito razionalizzare tutto perché non posso andare ai 30 in corso Bettini e poi ai 50 in via Piomarta, non ha senso».
Tornando alle ciclovie, il Comune punta a costruire ciclabili di collegamento con il centro storico che, chiaramente, passano su strade «veloci», ai 50 all’ora. Il Pum indica come interventi il percorso protetto da San Giorgio lungo via Balista e via Manzoni, la pista da Marco a Lizzana a fianco della statale del Brennero, la doppia pista in via Campagnole per Sacco (e qui saranno eliminati degli stalli), la ciclabile in via Trieste da Nord a Sud e in corso Verona da Sud a Nord e l’eliminazione della pista in corso Bettini sul marciapiede davanti al teatro Zandonai e all’università.
Per quanto riguarda la viabilità ordinaria, le macchine per intenderci, sono previsti alcuni accorgimenti per snellire il traffico: una rotatoria in via Benacense all’intersezione con via Circonvallazione, un collegamento stradale tra via Abetone (rotonda dei vigili del fuoco) e l’ospedale, una ristrutturazione dell’asse via Magazol-Piomarta e la doppia corsia sulla statale per il rondò di via Craffonara.

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