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Addio a Sebastiano Bee

Portò in Trentino il wi-fi

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È scomparso l’altra notte a soli 54 anni di età l’imprenditore roveretano Sebastiano Bee.
Figlio di Renzo, storico presidente dell’Apt roveretana, nato nel giugno del ‘64 a Rovereto, dove ha sempre continuato a vivere, Sebastiano Bee era fondatore e presidente del consiglio di amministrazione di «Futur3 srl», la società con sede a Trento leader nel servizio di WiFi gratuito in Italia (fornisce il famoso servizio di provider «Freeluna»), ma che proprio a Rovereto, su spinta di Sebastiano, aveva mosso i primi passi a metà degli anni 2000 con le prime sperimentazioni.
Era un precursore, Sebastiano Bee. A detta dei tanti amici e colleghi che oggi piangono la scomparsa prematura di un uomo che ha saputo portare avanti - pur con fatica - un pezzo della Città della Quercia, una delle sue caratteristiche peculiari era quella di saper intuire con anni di anticipo le linee di sviluppo della società, sia in ambito business che culturale. «Spesso era troppo avanti per Rovereto», commenta oggi un suo caro amico.
Dopo il diploma di geometra e gli studi in sociologia all’università di Trento, Sebastiano Bee aveva mosso i primi passi nel mondo del lavoro con il Comune di Rovereto, per il quale a metà degli anni 90, giovanissimo, gestiva il servizio «Informagiovani». Un servizio innovativo per il tempo, al quale associa nel giro di pochi anni anche la gestione del neonato Urp (ufficio rapporti con il pubblico) di Palazzo Pretorio, che ottiene partecipando ad un bando con Codes Cultura. Un’attività che mantiene fino alla consiliatura di Guglielmo Valduga sindaco, quando il servizio viene internalizzato.
Da lì l’avventura imprenditoriale privata nel web, allora agli albori. In un mondo che sapeva a malapena cosa fossero le email Sebastiano Bee dà vita ad una società che punta all’internet gratuito e wireless. Da quell’idea nascerà appunto Freeluna, oggi punto di riferimento del settore.
La capacità di innovare per Bee era elemento distintivo. Nel campo degli affari come nel campo culturale, l’altro grande settore in cui ha saputo lasciare il segno nella storia di Rovereto. Nell’anno dell’inaugurazione del Mart Bee convinse l’amministrazione comunale nel progetto «Folle al Mart», un’iniziativa che metterà in relazione il mondo dell’economia e quello della cultura, segnando una traccia che diventerà negli anni successivi, e non solo per Rovereto, una direttrice di sviluppo obbligato. L’impegno nella cultura si è concretizzato anche nell’attività nell’associazione culturale «Il Furore di Libri», della quale era cofondatore e nalla quale si è speso fino all’ultimo.

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