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«I soldi per il Follone possono

finanziare 7 linee di bus gratis»

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Il suo è stato l’unico voto contrario, mentre il resto dell’opposizione consiliare ha scelto di astenersi. Il piano della giunta Valduga per il Follone non piace al consigliere del M5s Paolo Vergnano. «Il Consiglio ha discusso per l’ennesima volta del futuro del Follone... e ha partorito il topolino. Il topolino è un bel parcheggio». Così il consigliere pentastellato: «Non ce la fanno proprio ad immaginare null’altro che strade e parcheggi». 
 
«Mi sembra di entrare quando varco la soglia di quella sala - argomenta Vergnano - in una macchina del tempo che mi “spara” negli anni ’80 quando non si discuteva di altro. Auto, auto, auto. Le auto sono la prima causa di morte nel mondo. Sono responsabili di omicidi, inquinamento al limite della morte istantanea, di lenti avvelenamenti, di allergie (altro che i tigli del parco di Via Dante), di malattie cardiovascolari. Ma il sindaco pensa alle provinciali e raccoglie voti. Legittimo. Ma si ricordi che lo fa ipotecando il futuro della salute e dello sviluppo della città». 
 
«Della salute abbiamo detto - sentenzia Vergnano -. Dello sviluppo, ormai è chiaro a tutti (tranne che ai nostri politici) che l’auto non porta più sviluppo, ma crea problemi ed è una voragine finanziaria che costa cifre impensabili. Il progetto del Follone è contrario ad ogni regola di mobilità sostenibile, non è suffragato da alcuno studio, solo dalla smania di presentare “la qualunque” ai cittadini. L’architetto Agostini, presidente di Patrimonio del Trentino, ha dichiarato, su mia domanda, che gli è stato richiesto un progetto per almeno 600 posti auto. L’assessore Tomazzoni poi afferma che vedremo la fine dei lavori tra 12, 13 anni. Ben 13.750.000 euro sono i denari che la città dovrà investire solo per il parcheggio. Il parco: ne riparleremo; gli edifici: cercheremo investitori privati. Sembra una campagna elettorale.  Con 13 milioni, avremmo potuto avere 7 linee di autobus gratuito con frequenza di 10 minuti. Avremmo potuto avere un sistema quinquennale di trasporto che, coordinato con la ciclabilità, avrebbe trasportato oltre 40mila persone al giorno, risolvendo problemi di parcheggio e le code della SS12. Avremmo potuto portare nel centro città migliaia di persone per far vivere i commerci e i pendolari in zona industriale. Invece abbiamo solo pagato l’ennesimo studio che se va bene sarà fine a sé stesso, se va male produrrà nuovo traffico e basta».

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