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Ex Anmil: bocce ferme sull’Accademia della musica al Bosco della Città di Rovereto

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«Entusiasmo e speranza». Questi i toni che preferisce usare Klaus Broz per tornare a chiedere alla giunta Valduga chiarezza sulla documentazione che Palazzo Pretorio esige, per conoscere nei dettagli la proposta avanzata dalla società Euritmus di ristrutturare il capolavoro fatiscente dell’ex Anmil  trasformandolo in un’Accademia della musica.
Non solo: Broz risponde in modo pacato alla sollecitazione dell’ex parlamentare del Pci Sergio De Carneri (che dalle pagine de l’Adige ha chiesto di avviare la demolizione  per ridare spazio al verde), ricordando che il complesso occupa appena l’uno per cento della superficie boschiva. Si ricorderà che proprio il giovane musicista è il portavoce della società Euritmus, che guida una cordata di imprenditori pronti a investire nove milioni di euro per realizzare un Polo della musica nel Bosco della città.
 
Il trentaquattrenne violoncellista, cogliendo l’occasione offerta dall’entusiasmo mostrato dai roveretani per il Festival Settenovecento, ha ribadito che la città ha risposto con un «tutto esaurito già nella prevendita. Un migliaio di spettatori. Un risultato di assoluto rilievo, visti anche i prezzi non popolari dei biglietti. Questo conferma che la musica è nel nostro dna culturale». Sembra dire il giovane professore che la città tutta attenderebbe di sapere se il progetto Accademia può diventare realtà, dando vita a una scuola di alta formazione per duecento studenti e altrettanti tecnici e insegnanti. Per questo, aggiunge: «I giorni trascorsi nella vana attesa di una comunicazione ufficiale, la lettera che concede altri 10 giorni, da parte dell’amministrazione ci lasciano straniti».
 
Un’idea che si scontra con la decisione della giunta Valduga di rendere esecutiva, dopo anni di rinvii, la demolizione della struttura. Allo stesso tempo i lavori di ristrutturazione del compendio, abbandonato da 40 anni, per la giunta arriverebbero a venti milioni di euro, molto oltre i 9 offerti da Euritmus. Conclude Klaus Broz: «De Carneri dovrebbe ricordare che un secolo fa il Bosco della città non esisteva, anzi la zona era detta delle terre aride. La realtà di oggi dimostra che Rovereto ha una sensibilità innata per la musica, che non si può trascurare».

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