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Colli Zugna, wine bar,

riapertura sospesa

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Gianni Cavagna

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Enoteca Colli Zugna, la riapertura del wine bar non è dietro l’angolo. Il commissario sembra volere prendere con le pinze il parere interpretativo della legge provinciale, che secondo i dirigenti della Pat, e l’assessore Dallapiccola, consentirebbe a tutte le cantine, non solo alle sociali, di esercitare liberamente l’attività di mescita al bicchiere del proprio vino.

L’avvocato Bertuol, che da qualche settimana è impegnato a sbrogliare la matassa giudiziaria della coop moriana, ha accolto con prudenza il documento interpretativo arrivato da Trento: «Mi riservo di approfondire, senz’altro questo è un passo avanti, ma magari questo fosse il passepartout definitivo per far tornare tutto come prima. Il quadro normativo che regola questa materia è più complesso e non attiene solo alle norme provinciali. Non è comunque questa la priorità: ogni giorno in cantina siamo impegnati a trovare il modo per conquistare la disponibilità del vino, litro per litro». Parole che fanno capire quanto sia ancora lungo il percorso giudiziario prima che si arrivi al dissequestro di tutto il vino sigillato dai Nas.

A tirare un freno sull’ottimismo con cui molti in Trentino, e non solo a Mori, hanno accolto il parere della Pat sui wine bar, ieri anche un altro avvocato, Paola Depretto, che tuttavia ha parlato nella veste di consigliere comunale (Mori dinamica), sposando la prudenza del commissario: «Si è ricorsi ad un parere di carattere amministrativo, che è lontano dall’essere vincolante, per scoprire l’acqua calda; in realtà la norma è chiarissima: la legge consente la somministrazione esclusivamente ai fini di promozione e vendita del vino e non la somministrazione tout court». E quindi? «Cosa posso dire? Siamo in campagna elettorale e si va avanti a “panem et circenses”; dopo il 4 marzo vedremo cosa succederà ed in autunno sarà il caso di mettere mano a questa legge, disciplinando la materia in maniera più completa e chiara».

Intanto sulla vicenda dell’enoteca ieri si inseriva anche una polemica tutta politica fra l’assessore all’Agricoltura del paese Flavio Bianchi ed il consigliere autonomista Cristiano Moiola, che da settimane chiede la riapertura del wine bar della Colli Zugna, forte del parere della Pat. Ieri Bianchi, in una nota, rivendicava che «è stata del sottoscritto l’iniziativa di chiedere alla Provincia un parere da mettere a disposizione del commissario; un parere che definisca una volta per tutte i confini entro i quali la cantina può operare e a differenza di altri lo ho fatto – ha aggiunto - senza clamori». Ma cosa cambia? «Cambia che bisogna restituire a Cesare quel che è di Cesare. Perché in questi mesi l’amministrazione comunale ha seguito con attenzione e con preoccupazione la vicenda della cantina e ha fatto, fa e farà sempre la sua parte. Del resto abbiamo già incontrato il commissario per assicurargli il nostro appoggio».

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