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Progetto Manifattura,

via ai lavori dopo 4 anni

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In pochi ci avrebbero scommesso davvero, solo un anno fa. Ma alla fine la Provincia ha portato a casa la partita della Manifattura. E l’ha portata a casa su tutta la linea: finito il fuoco di fila dei ricorsi e controricorsi, ieri è stato firmato il contratto d’appalto, tra il vicepresidente Alessandro Olivi e la ditta Colombo, per la realizzazione del corpo B. Con un ulteriore buona notizia: nonostante verranno sforati i tempi previsti in origine, si è riusciti a salvare i 43 milioni di finanziamento europeo. Ora, insomma, c’è una certezza sui tempi: a maggio 2020 la creatura disegnata dall’archistar giapponese Kengo Kuma sarà ultimata. Permetterà di raddoppiare gli spazi produttivi ora disponibili in Manifattura e, nelle previsioni, permetterà soprattutto di far salire il numero di addetti in viale Vittoria dagli attuali duecento a 1.200 addetti. Ovvio, se si trovano le aziende. Ma ora Trentino Sviluppo - sulle cui spalle poggia la responsabilità di far decollare il progetto - può «vendere» alle imprese spazi e tempi precisi. Con una certezza. L’interessamento di qualcuno già c’è: una decina le aziende che hanno bussato in via Zeni, in questi anni, alla ricerca di spazi. Se l’interessamento si tradurrà in contratti, saranno riempiti prima ancora di finire i lavori 4 mila metri quadrati di spazi produttivi e 2 mila metri quadrati di uffici. Ed è un buon inizio. 
La firma, si diceva, è avvenuta ieri. In pompa magna, per altro. Nella sala del corpo storico che dà sulla spianata dove sorgeranno i nuovi spazi produttivi. Davanti al pubblico. Perché quella non è una firma come le altre. Ambizioso era il progetto, costellato di difficoltà il percorso per arrivare fin qui. E ben riassunto da Trentino Sviluppo: «Per costruire la vecchia manifattura, nel 1851, ci sono voluti 4 anni. Tanti quanti sono serviti a noi per fare le carte e arrivare all’appalto». Quattro anni, si ricorderà, persi tra corsi e ricorsi amministrativi. Alla fine dei quali è rimasta in piedi la ditta Colombo, la quarta classificata, di una gara che ha eroso la pazienza di quasi tutti. Ed è per questo che il vicepresidente Alessandro Olivi si è detto emozionato, ieri mattina, annunciando il firma del contratto. «Per arrivare fino a qui c’è voluto coraggio, ambizione e un po’ di utopia. Parola che qualche volta ci siamo sentiti rivolgere. Forse è vero, ma senza utopia anche la politica non assolve alla funzione di costruire prospettive di sviluppo». E fa intendere che, una volta inciampato nei ricorsi, il progetto ha rischiato di non vedere la luce: «C’è stato chi ha detto che in tempi di crisi i soldi potevano essere destinati ad altro, che il tempo di Progetto manifattura era passato, c’è stato un dibattito faticoso. Abbiamo tenuto il punto. E tutta Trentino sviluppo ci ha creduto, e ha lavorato incessantemente. Penso, in particolare, a Nicola Polito. Ma a tutti i ragazzi, che qui ringrazio». 
L’obiettivo, ora, è recuperare il tempo perso. «L’azienda Colombo ha presentato un ribasso del 13% - ha spiegato il presidente di Trentino Sviluppo Flavio Tosi - con questi 5 ettari di superficie, sorgeranno non capannoni, ma spazi nuovi dove lavorare.Ora ci saranno i 100 giorni per la progettazione esecutiva e poi due anni d lavori. Nel maggio 2020 gli spazi saranno conclusi». È chiaro che Luigi Colombo, titolare dell’omonima azienda, ha il fiato sul collo prima ancora di portare a Sacco le ruspe. Ma lui si dice pronto: «La nostra azienda lavora su tre criteri. Rispetto dei tempi, rispetto della qualità, rispetto dei costi».

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