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Rovereto, sempre più

incidenti con la bici

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I numeri, si sa, non mentono. Ed è attraverso le cifre che l'assessore alla mobilità, all'ambiente ed al decentramento Carlo Plotegher risponde al consigliere del Movimento 5 stelle Paolo Vergnano sul tema della mobilità sostenibile. In particolare il pentastellato ha chiesto di sapere quanti sono stati gli incidenti denunciati negli ultimi 5 anni in città tra ciclisti e pedoni.

Gli uffici dell'assessorato hanno quindi stilato un dettagliato elenco che riassume anno per anno dal 2011 al 2015 tutti gli investimenti avvenuti ai danni di pedoni e ciclisti. Scopriamo così che la maggior parte durante questo lustro ha interessato persone che si trovavano a piedi: sono stati 83. Oltre la metà (46) sono accaduti entro il perimetro della circoscrizione centro e l'anno più sfortunato per i pedoni è stato il 2014, con 27 investimenti rilevati (di cui uno sul territorio comunale di Trambileno, per la precisione). Soltano cinque di questi incidenti sono stati causati da velocipedi, tutti gli altri da veicoli a motore. Per lo più da automobili. Scorrendo la serie storica si può notare un andamento altalenante, che si conclude nel 2015 con un netto calo degli investimenti, che si sono fermati a quota 16. I dati mettono in evidenza inoltre come le circoscrizioni di Lizzana e Noriglio siano le più sicure in assoluto da questo punto di vista (nessun investimento denunciato), mentre le vie della circoscrizione sud si collochino al secondo posto con 16 incidenti di questo tipo.

Passiamo ai ciclisti, che negli ultimi cinque anni hanno denunciato 73 incidenti subìti, di cui uno mortale. L'anno nero per chi attraversa la città sulla due ruote è stato il 2015, con 24 investimenti che vanno a delineare un trend in netta crescita (nel 2011 erano stati soltanto tre). Difficile stabilire se questo aumento sia legato magari ad un maggior utilizzo delle biciclette, e quindi ad un conseguente incremento anche degli incidenti, o se invece a crescere negli anni sia la disattenzione di chi guida veicoli a motore oppure degli stessi ciclisti. Soltanto quattro sono state in ogni caso le cadute autonome da parte di chi pedala. Le vie del centro si dimostrano anche in questo caso le più a rischio: sono gli 24 incidenti rilevati nel quinquennio considerato, 17 quelli accaduti nella circoscrizione sud e 12 tra Sacco e San Giorgio. È più sicuro girare in bicicletta invece in periferia: sono 2 gli incidenti rilevati in cinque anni sia a Marco che a Noriglio, 3 invece a Lizzana.

L'elenco riporta anche i giorni di prognosi per ciascun ferito. In 18 casi non hanno riportato conseguenze (o giorni di prognosi), mentre sono 28, tra pedoni e ciclisti, quelli che hanno riportato ferite guaribili oltre i trenta giorni di prognosi. Quattro di questi sono stati ricoverati addirittura in prognosi riservata ed erano tutti pedoni. Escludendo quest'ultimi, sulla base dei dati che raccontano questi ultimi cinque anni possiamo calcolare che la prognosi media per l'investimento di un pedone è di 14,3 giorni, mentre per un ciclista è di 9,82 giorni.

L'assessore Plotegher in quest'occasione ha precisato che «l'amministrazione non ha mai espresso la volontà di limitare l'uso della bici». Anzi, sostiene: «Con l'ordinanza che istituisce le "zone 30" viene espressa l'intenzione di garantire una miglior sicurezza per ciclisti e pedoni su tutte le strade, consento la convivenza in tali ambiti anche con le auto».

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