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Truffò a Rovereto

Beccato in Sardegna

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Probabilmente immaginava di poterla fare franca. Sì, aveva avuto il processo a Rovereto, per tentata truffa, ricettazione e sostituzione di persona. E sì, la pena non era nemmeno di quelle leggere. Ma lui non viveva a Rovereto, ha cambiato aria, probabilmente poteva immaginare di starsene nascosto da qualche parte senza grandi pensieri. E invece la macchina della giustizia l'ha pizzicato, qualche giorno fa, ad Alessandria. Fermato dai carabinieri della città piemontese, ha visto venire al pettine tutti i nodi della sua piuttosto lunga vita giudiziaria: è finito in carcere dove sconterà non solo la pena comminata dal tribunale di Rovereto, ma anche un'altra, che ha rimediato rimediato ad Asti. Il risultato, per Mauro Angelo Amedeo, 62 anni, è stato l'apertura delle porte del carcere di Alessandria. E l'inizio dell'applicazione della pena.

La vicenda risale a qualche giorno fa. Ed è figlia, appunto, di una serie di controlli che i carabinieri della compagnia di Alesandria hanno messo in atto con servizi preventivi. E con verifiche sul territorio, dalle quali si sono resi conto che l'uomo viveva sul loro territorio. È bastato incrociare i dati sul computer per capire che non era il caso di lasciarlo andare in giro in tranquillità. Perché sulla sua testa pendeva un ordine di carcerazione: doveva scontare una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione.

Il provvedimento era stato emesso dalla procura di Rovereto, appunto, ed è il risultato di una condanna a pene concorrenti a seguito di numerosi reati commessi dall'uomo negli anni. L'ultima condanna era stata emessa dal Tribunale roveretano nel marzo 2013 ed era divenuta definitiva nel dicembre 2014 per ricettazione, tentata truffa e sostituzione di persona commessi nel luglio 2011 a Rovereto. Inoltre, per l'uomo era divenuta eseguibile un'altra condanna, divenuta definitiva nel marzo del 2013, per quattro episodi di truffa, ricettazione tutti commessi nell'ottobre del 2009 in provincia di Asti a danno di aziende vitivinicole. Sommando le due pene il conto è di quelli pesanti: tre anni e sei mesi, appunto. 

da qui la scelta di intervenire: i carabinieri l'hanno prelevato dalla sua abitazione e successivamente accompagnato al carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria per l'espiazione della pena residua.

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