Guerra al Tar per salvare le poste di Marco di Rovereto

Alla fine la giunta Valduga ha deciso di mandare un segnale. Si va al Tar contro le Poste e la loro decisione di chiudere, dal 7 settembre prossimo, l’ufficio postale di Marco. Ma serve un miracolo per evitare la chiusura, l’8 di settembre, indipendentemente da come andrà a finire il ricorso.
 
Perché in questi casi si presenta un ricorso al Tar con contestuale richiesta di sospensiva. In questo caso è inutile: la prima udienza in calendario è per il 17 settembre, quindi a ufficio postale già chiuso. È matematico che i giudici negherebbero la sospensiva. Non resta che attendere i tempi di un ricorso normale (in Trentino un annetto) senza sportelli attivi. Oppure c’è la possibilità - al vaglio dell’ufficio legale - del ricorso straordinario al presidente del tribunale. Ma anche qui non è semplice: agosto è tempo di ferie, non sarà facilissimo.
 
Nel frattempo si muove la politica. Che già nei giorni scorsi aveva presentato la propria offerta a Poste italiane, per venire incontro alle esigenze di razionalizzazione del colosso: palazzo Pretorio poteva concedere in comodato gratuito l’edificio. Non è bastato. Nei giorni prossimi si chiederà un incontro urgente per mettere sul tavolo un progetto alternativo, che permetta di salvare l’ufficio postale, anche a costo di ridurre il servizio, con aperture non ogni giorno della settimana. Si farà un lavoro a tenaglia, insomma, da una parte il ricorso al Tar, dall’altra la diplomazia politica. Ma la battaglia, i precedenti lo insegnano, è tutta in salita.

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