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Il pitone reale trovato nei boschi

trasferito dai forestali a Riva

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C’è chi in estate abbandona il cane e chi si libera del gatto pur di partire per le vacanze senza ulteriori pensieri e costi aggiuntivi per l’amico a quattro zampe. Con la globalizzazione e il mercato degli animali esotici ormai facilmente approcciabile da chiunque, può anche capitare che qualcuno allo scoccare dell’esodo estivo decida di abbandonare anche un pitone.

Qualcosa del genere deve essere successo a Fumane, centro veronese della Valpolicella, dove il grosso serpente era stato individuato già in luglio da una coppia di ciclosturisti che se lo vide attraversare la strada.

Nei giorni scorsi, sempre nella zona di Fumane, il pitone - che nel frattempo aveva fatto perdere le sue tracce - è stato avvistato di nuovo e questa volta catturato, grazie al blitz di un docente del luogo evidentemente consapevole di quanto il pitone reale - di questo si tratta - sia in realtà innocuo, mite e tutt’altro che pericoloso.

L’insegnante ha coinvolto anche i figli che hanno potuto così toccare con mano e quasi giocare, per un po’, con il serpentone. Che poi è stato consegnato alla Forestale per il trasferimento in Trentino. Ad ospitare i pitone reale (python regius) è infatti il reptilario di Riva - meglio noto come «Reptiland» - in piazza Garibaldi, gestito da un trentennio da Stefano Bin, tra i massimi esperti di rettili alle nostre latitudini.

A Riva il pitone starà tranquillo e si farà ammirare anche dai turisti.

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