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Arco e i centri storici,

la variante in consiglio

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Momento importante per l’amministrazione comunale quello di lunedì prossimo. In serata, infatti, è convocato il consiglio comunale presso il Casinò Municipale nel quale verrà discusso, tra i vari temi all’ordine del giorno, l’adeguamento alla legge provinciale e l’adozione del regolamento urbanistico e, soprattutto, l’«adozione definitiva della variante al piano regolatore generale di Arco per la disciplina degli edifici ricompresi nel centro storico e frazioni e degli edifici storici isolati».
Entrambi i provvedimenti verranno portati in aula dall’assessore all’urbanistica Stefano Miori.
«Per quanto riguarda l’adozione del regolamento urbanistico - sottolinea Miori - si tratta dell’adeguamento alla legge provinciale Daldoss sull’urbanistica, che si è sovrapposta nei mesi scorsi alla variante dei centri storici. Lunedì le andiamo a discutere in aula entrambe».
Al centro dell’attenzione, ovviamente, ci sarà proprio la variante sui centri storici che tanto ha fatto discutere nei mesi scorsi: «Al di là di tutte le polemiche - afferma Miori - la variante prosegue e continua con l’impostazione originale, senza modifiche radicali rispetto alla prima adozione. Sono stati meglio esplicitati alcuni passaggi relativi all’uso del “contemporaneo” all’interno dei centri storici, declinando in modo più dettagliato la norma e cosa si intende».
Qualcuno ci aveva accusato di modernismo, osserva Miori, «e non entro nel merito della diatriba culturale tra architetti. In seconda adozione, tuttavia, tutto è stato declinato e specificato al meglio e nel miglior modo possibile. Le valutazioni rimangono quelle della prima adozione. Sono convinto che non ci sia il rischio di una perdita di identità dei nostri centri storici».
Anzi, sottolinea l’assessore all’urbanistica, «c’è un incoraggiamento a revisionare e intervenire soprattutto sugli edifici abbandonati. Così finalmente le famiglie possono riprendere coraggio e investire».
Rispetto alla prima adozione, inoltre, sono state completate alcune schede di edifici storici prima carenti di documentazione: «Abbiamo sistemato e modificato alcune schede - sottolinea Miori - che non avevano le fotografie ed erano del tutto incomplete. Ora credo che tutti gli edifici siano stati rilevati al 100%. Le schede sono complessivamente 2.300».
Sul tema sollevato in consiglio comunale dall’onorevole Mauro Ottobre riguardo la salvaguardia degli edifici appartenenti all’epoca del Kurort, l’assessore sottolinea: «Al tempo non abbiamo approvato quella mozione ma abbiamo svolto un approfondimento sul tema in modo da inserire una preservazione del carattere storico degli edifici in esame, con un’attenzione particolare alla facciata. Questo - aggiunge - non ha però alcuna attinenza con il caso specifico di Villa S.Pietro sollevato da alcuni: se c’è un piano attuativo lo si applica».

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