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Arco, basta tubi arruginiti

Ora acquedotto d'acciaio

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Più acqua dai rubinetti. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha dato il via libera alla realizzazione del secondo lotto di lavori di sistemazione alla rete idrica cittadina, in particolare quelli che riguardano il serbatoio «Al castello», uno dei manufatti idraulici fondamentali dell’acquedotto di Arco.
«In condizioni ottimali, quando le sorgenti d’alta quota erogano un quantitativo d’acqua superiore al valore medio annuo, l’area di influenza del serbatoio (alimentato dalla stazione di pompaggio di Prabi e che a sua volta provvede all’abitato di Arco attraverso due condotte, una che scende lungo la via Crucis di Laghel e si innesta nella rete di Arco all’altezza di via Stranfora, l’altra che scende lungo il pendio roccioso sopra Prabi) si limita alle utenze del centro storico mentre in condizioni di siccità può servire anche le frazioni di Bolognano, San Martino, Massone, Chiarano e Arco nuova - spiegano dagli uffici tecnici del Comune - I pozzi di Prabi furono realizzati ancora negli anni Sessanta e secondo le intenzioni degli enti coinvolti a quel tempo rappresentavano una soluzione di emergenza nel caso di scomparsa o decurtazione delle sorgenti dell’acquedotto comunale a seguito della costruzione della galleria Cavedine-Torbole, eppure oggi costituiscono la maggior fonte di rifornimento della città. L’arredo idraulico versa tuttavia in uno stato di conservazione precario, con condotte arrugginite che negli ultimi anni hanno richiesto più  riparazioni. Allo stato attuale, i pozzi, di diametro di 400 millimetri e profondità 35 metri, sono equipaggiati con elettropompe sommerse in grado di trasferire al serbatoio al castello una portata di 50 litri al secondo e di 65 litri al secondo nel caso di funzionamento accoppiato. Il serbatoio del castello svolge di norma la funzione di compenso giornaliero ma a causa dell’esigua capacità di accumulo risulta necessario ricorrere al funzionamento contemporaneo delle due pompe per parecchie ore nell’arco della giornata, soprattutto nei periodi di siccità. Non solo: il serbatoio ha una capacità di 298 metri cubi ma a livello idrico massimo impostato in condizioni di esercizio è di 125 centimetri al di sotto della quota di troppopieno. Il serbatoio non è inoltre dotato di un volume di riserva antincendio, carenza che verrà risolta con questo intervento. Per finire, l’accessibilità alle vasche è preclusa dall’assenza di scale con gabbia di protezione, cui si deve aggiungere la difficoltà di scavalco del muro di separazione tra la vasca e il cunicolo di accesso. Gli interventi previsti, che avranno un costo di 65mila euro, riguarderanno lo smantellamento dell’arredo idraulico esistente e il relativo rifacimento con migliorie tecniche finalizzate a favorire l’incremento del volume di regolazione. Le nuove tubazioni - concludono dagli uffici tecnici - saranno realizzate in acciaio inox, le condotte saranno presidiate da saracinesche, verrà installato un misuratore di portata al fine di scongiurare il ristagno di acqua, verrà demolita una porzione di muro per agevolare l’accesso alle vasche e realizzate delle nuove scale di accesso in acciaio e a norma».

 

 

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