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Arco, una nuova caserma

per la stazione carabinieri

Demolizione quasi totale dell'edificio esistente in via Nas e struttura nuova con criteri di elevato risparmio energetico

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È la Stazione dei Carabinieri della quarta città del Trentino, con alle spalle oltre un secolo di storia (all’interno è ancora conservato uno stemma dei Carabinieri Reali), terza in provincia per numero di denunce raccolte, più di Pergine e di Riva, seconda solo a Trento e Rovereto. Ma da tempo la caserma che ospita l’Arma in via Nas, ad Arco, non è all’altezza dell’importanza e della delicatezza del lavoro che vi viene svolto.

Per questo da tempo si parla di un radicale recupero dell’immobile, un’intenzione che negli ultimi cinque mesi è diventata concreta con la giunta comunale che ha affidato la stesura di un progetto preliminare di ristrutturazione e ammodernamento nell’aprile scorso all’architetto Claudio Salizzoni di Comano Terme.

Dopo alcuni passaggi amministrativi e uno stop di un mese deciso anche per l’interessamento nel mentre della Corte dei Conti di Trento, la giunta comunale ha preso in esame le diverse opzioni progettuali presentate dal professionista incaricato decidendo alla fine per il totale abbattimento dell’attual edificio fino al primo solaio e la ricostruzione di una caserma di fatto tutta nuova (e che avrà caratteristiche NZEB, cioè un edificio ad altissima prestazione energetica, con consumi vicini allo zero) prevedendo un investimento di 1 milione e 240 mila euro, di cui 948 mila per i lavori a base d’asta e altri 291 mila per somme a disposizione dell’amministrazione per imprevisti e spese tecniche.

L’intervento si rende necessario e non più rinviabile proprio perché la struttura attuale non risponde più (in realtà da tempo) alle esigenze dell’Arma.

Gli spazi sono limitati, i servizi igienici carenti, le stanze che un tempo veniva destinate ad offrire ospitalità ai militari in servizio sono state occupate, negli anni, dagli archivi. Si è quindi deciso di procedere con una soluzione intermedia tra quelle ipotizzate tale da - si legge nella delibera - «coniugare in modo ottimale le istanze legate alla funzionalità con quelle legate ai costi di intervento».

Per il dimensionamento e la progettazione degli spazi interni - in particolare la suddivisione in zone definite “operativa”, “logistica”, “servizi” e “alloggi” - il progettista ha seguito, in linea di massima, le indicazioni relative ai progetti per le “stazioni di medie dimensioni” così come stabilite dal Ministero dei lavori pubblici e dal Comando Generale dell’Arma già a partire dalla metà degli anni Ottanta. Ovviamente, essendo al progetto preliminare e all’approvazione in linea tecnica, i tempi non saranno brevissimi. Ma per i militari in servizio ad Arco le prospettive si fanno comunque più rosee.

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