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Arco, troppi pericoli

lungo via Cerere

Il sindaco Betta: "La strategia giusta è quella di proseguire con il limite dei trenta orari, renderla più urbana e a misura di pedone"

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Via Cerere comincia a non poterne più dell’importante mole di traffico che ogni giorno vi transita. Sono sempre più frequenti le lamentele dei residenti di questa arteria secondaria e residenziale, che da Arco conduce verso il romarzollese e l’ospedale.
Tantissime, infatti, le famiglie che vi abitano e che ora chiedono e invocano più sicurezza. L’ultimo episodio pericoloso risale a qualche settimana fa, quando una signora - che ha contattato il nostro giornale - ha salvato un bimbo che giocava a bordo strada e che stava per essere travolto da un camion. E tra i censiti c’è ora chi vuole promuovere una raccolta firme per sensibilizzare l’amministrazione comunale.
«Attualmente non avviamo delle operazioni in corso su via Cerere - spiega il sindaco Alessandro Betta -. C’è un ragionamento macro sul traffico che va fatto, prendendo sempre spunto dal piano urbano della mobilità. C’è un fatto oggettivo che il nostro territorio vive e che riguarda l’importante afflusso turistico: se da una è un bene per la nostra economia, di certo il traffico non migliora la nostra qualità della vita. Su via Cerere - prosegue il primo cittadino - la strategia giusta è quella di proseguire con il limite dei 30 km/h, che ora è stato totalmente sdoganato e capito». Su questo, rivendica il primo cittadino, «Arco è stato un precursore. Su via Cerere occorre lavorare per metterla in sicurezza, conferendo a quella via una caratteristica più urbana, a misura di pedone. Un’altra soluzione che ci sta dando grosse soddisfazioni è quella dei dossi allungati rallentatori, come in via Santoni. Va detto - sottolinea Betta - che l’apertura di via Crosetta alle automobili ovviamente accentua i problemi anche su via Cerere, invece che diminuirli».
Il primo cittadino rilancia la commissione Pum, di fatto «morta» dopo le dimissioni in massa delle opposizioni da tutte le commissioni consiliari. L’ipotesi è quella di coinvolgere i comitati di partecipazione: «La commissione Pum è stata un’intuizione geniale del vicesindaco Stefano Bresciani - afferma Betta-. Credo che dovrebbe tornare a essere prioritaria per il futuro e a questo punto potremmo coinvolgere i presidenti dei comitati di partecipazione, più un tecnico e magari anche la polizia locale. Di sicuro non è una commissione per chi è alla ricerca perenne e facile del consenso ma un luogo dove ci si deve assumere delle responsabilità».
Quando si parla di comune unico, prosegue il sindaco di Arco, «dico che i nostri cittadini del Garda Trentino dovrebbero avere una tessera unica per i parcheggi su tutto il territorio e non delle regole diverse in tutti i comuni». R.V.

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