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Spiaggia degli olivi,

i soldi tornano alla Lido

La società di Pisetta e Lavore dovrà sborsare oltr 140 mila euro

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Come non detto. La «battaglia» giudiziaria tra la società «Lido srl» e gli ex gestori della Spiaggia degli Olivi (Giampaolo Lavore e Silvio Pisetta, riferimenti dell’omonima società costituita ad hoc con quella mission) torna al capitolo numero uno e cioè alla sentenza di primo grado che dava ragione al braccio operativo del Comune. Ergo, non è più «Lido srl» che dovrà risarcire gli ex gestori e sborsare la cifra non indifferente di 220 mila euro ma saranno questi ultimi che dovranno tener fede a quanto deciso in prima istanza a versare a «Lido srl» circa 120 mila euro di canoni arretrati e 20 mila di spese legali affrontati nei vari gradi di giudizio. Il tutto ad oggi ancora «vincolato» dall’ultima possibile carta che resta da giocare a Lavore e Pisetta: un eventuale ricorso in Cassazione rispetto al quale però ieri il legale di fiducia della «Spiaggia degli Olivi srl» (l’avvocato Luciano Botteon di Lavis) non si è voluto e potuto sbilanciare: «Non ci è ancora stato notificato il dispositivo della sentenza e comunque prima di prendere una decisione dovremo leggere le motivazioni».
La sentenza è quella della Corte d’appello di Trento che ieri si è espressa favorevolmente sul ricorso per revocazione presentato dalla società guidata da Andrea Dalponte e ha di fatto cancellato il suo stesso verdetto di un anno fa che dava ragione agli ex gestori e costringeva «Lido srl» a pagare oltre 200 mila euro. Un verdetto «imbarazzante», anche sotto il profilo politico per l’amministrazione rivana, tanto è vero che all’indomani della sentenza di secondo grado il leghista Zambotti si precipitò a chiedere le dimissioni del presidente Dalponte. Che senza proclami o lamenti è andato avanti per la sua strada e oggi si limita a dire «sono soddisfatto della decisione della Corte d’appello, soddisfazione mia e di tutto il cda. Sono state riconosciute le nostre ragioni - prosegue Dalponte - e riaffermata, dopo il verdetto di primo grado, la buona conduzione societaria rispetto a questa vicenda».
Il ricorso per revocazione finalizzato all’annullamento della sentenza di appello si basava sul fatto che proprio il verdetto di secondo grado (quello che dava ragione agli ex gestori) era di fatto in contrasto con il decreto ingiuntivo presentato dalla proprietà pubblica e accolto dal tribunale di Rovereto, decreto ingiuntivo rispetto al quale gli ex gestori della Spiaggia non si sono mai opposti e che quindi è passato in giudicato. Un percorso condiviso dalla Corte d’appello di Trento con la sentenza di ieri che ha accolto il ricorso, cancellato il suo stesso precedente verdetto e di fatto riportato la situazione a quanto stabilito in primo grado dal tribunale.
Nel luglio scorso gli stessi giudici avevano accolto un altro ricorso della società pubblica volto a «sospendere» il pagamento di quanto stabilito in appello a favore degli ex gestori proprio in attesa dell’esito del ricorso per revocazione. Ora quel pagamento non solo non è sospeso ma di fatto cancellato, o meglio sono Lavore e Pisetta che devono i soldi a «Lido srl». A meno che la storia non prosegua e non si finisca in Cassazione. Decisione che però richiede ancora qualche giorno di riflessione.

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