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«Margot aggredita e uccisa 

ma siamo stati dimenticati»

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Il caso dell’aggressione da parte di un cane ai danni di un turista tedesco che in bicicletta transitava nella zona di S. Andrea, con relativa ordinanza del sindaco che ha disposto una «sorveglianza speciale» nei confronti dell’animale e del suo proprietario, ha riportato d’attualità un episodio ma ben più grave avvenuto il 17 gennaio scorso nella zona del Rione 2 Giugno, in via delle Ginestre, a due passi da una scuola materna, una scuola media, la piscina comunale e un parco giochi.

Ovvero luoghi frequentati quotidianamente da centinaia e centinaia di bambini. In quella circostanza due cani di grossa taglia (un pittbul e un rottweiler) di un residente della zona attaccarono e uccisero Margot, una cagnolina di appena 6 chili, ferendo il suo proprietario che dovette ricorrere alle cure del pronto soccorso. 

Oggi è proprio il proprietario della piccola Margot, Cristian Ferraresi di Riva, che denuncia in una lunga lettera una presunta «disparità di trattamento» nell’affrontare il problema sicurezza da parte delle istituzioni pubbliche, Comune e Azienda sanitaria in primis.

«A tre mesi da quel terribile giorno - afferma Ferraresi - non ho avuto ancora alcun riscontro per quanto riguarda la questione inerente la sicurezza pubblica nonostante la zona sia altamente trafficata da bambini e famiglie. Non capisco insomma - prosegue l’uomo - per quale motivo non sono stati presi provvedimenti dimenticando che in quella zona c’è una scuola materna, un asilo nido, una piscina comunale, la scuola media Scipio Sighele, un campo di calcio e due parchi gioco pubblici».


Quanto avvenne il pomeriggio del 17 gennaio scorso ha lasciato degli strascichi: «Mia figlia di appena 12 anni ha assistito alle fasi finali dell’aggressione con altri bambini che uscivano da scuola proprio in quel momento - prosegue il racconto di Ferraresi - ed ora tutta la mia famiglia sta seguendo un percorso presso uno psicologo per riuscire a superare il lutto e lo choc dell’aggressione».

«Personalmente - prosegue l’uomo - sono obbligato a seguire una profilassi che durerà ancora sei mesi con esami di laboratorio costanti e vaccinazioni di vario tipo». L’uomo ha sporto denuncia e presentato un esposto in Procura, «ho anche inviato una lettera al sindaco di Riva il 1° marzo scorso - racconta ancora - ma non ho avuto alcun riscontro».

Ferraresi plaude all’intervento del Comune all’indomani del caso di via S. Andrea, innescato dalla denuncia del turista tedesco aggredito. Ma non riesce a spiegarsi perché la stessa cosa non sia stata fatta dopo l’aggressione subita da lui e dalla sua Margot: «Complimenti per la tempestività dei provvedimenti - prosegue la sua missiva di denuncia - e capisco che non vogliamo fare brutta figura all’estero.

Ma quello che non capisco è la differenza di trattamento con la mia vicenda. Nella zona del Rione 2 Giugno dove siamo stati aggrediti molto spesso si trovano cani liberi nonostante la massiccia presenza di bambini, anziani, famiglie. Vorrei solamente che chi è preposto ai dovuti controlli provveda. Per evitare - conclude Cristian Ferraresi - che altre persone possano subire lo stesso trattamento e scongiurare che qualche bambino possa essere aggredito con conseguenze che potrebbero essere drammatiche. Le autorità sono a conoscenza dei rischi. La sicurezza pubblica va tutelata secondo le norme».

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