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Vent'anni di gelato in centro

Compleanno di Peccati di gola

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Tutto è nato per caso, trasformando ciò che fino a quel momento era rimasto soltanto un sogno nel cassetto in un progetto di vita vero e proprio, costruito sulla passione e sull’attenzione alla qualità.

Armi vincenti, che nel tempo si sono rivelate essere il segreto di un successo che dura da 20 anni. È a due decenni tondi tondi, che residenti e turisti, golosi ed estimatori, tradizionalisti e curiosi, trovano infatti nel «Peccati di gola» di via Florida 16, in pieno centro storico a Riva, un sicuro punto di riferimento per il gelato artigianale. Due decenni festeggiati proprio in questi giorni, con la realizzazione di una cialda ad hoc, che il titolare Mauro Maccari offre oggi ai clienti accanto alle soffici e cremose palline del suo gelato.

«Ho sempre avuto una gran passione per l’arte gelataia ma fino a quel sabato di Pasqua del 1998 non avevo mai pensato di trasformala in attività - racconta - Sin da piccolo, a casa, mi piaceva cimentarmi in esperimenti con il succo di limone, il ghiaccio, lo zucchero, il latte ecc. Un amico aveva una gelateria e qualche rudimento l’avevo imparato. Dopo gli studi avevo però trovato lavoro come geometra all’Enichem ed essendo di Mantova frequentavo l’Alto Garda perché qui avevo la fidanzata, Arianna Emanuelli, divenuta poi mia moglie. Per una felice serie di coincidenze capitò l’occasione di aprire una gelateria: la colsi al volo, decidendo di fare un grande passo. Mollai il posto fisso, i genitori, gli amici, mi trasferii qui ed iniziai a convertire la mia passione in un’attività. Da allora sono trascorsi 20 anni e sono ancora qua».

Nessun rimpianto? «Era un sogno che si stava avverando. Avevo già 29 anni e dissi a me stesso: “o la va, o la spacca”. Puntai tutto sull’arte gelataia, sulla qualità, sull’attenzione ai dettagli e sull’artigianalità: furono le mie carte vincenti! - continua Maccari - La nostra stagione è tutto sommato lunga, va da febbraio a Natale, ma ad ogni inizio è un po’ come ritrovarsi al punto di partenza. Amo mettermi in gioco, provare cose nuove, introdurre novità, fare esperimenti con le materie prime. Fin dall’apertura i clienti non hanno mai smesso di dirmi che il mio gelato è buono: è questa la più grande soddisfazione cui potessi ambire».

Com’è cambiata la clientela nel corso degli anni? E i gusti in fatto di gelato? «Mi reputo fortunato perché svolgo la mia attività nel posto più bello del mondo. Qui la gente è fantastica, si vive e si lavora bene. Quando iniziai c’erano leggi che prevedevano un percorso che potesse attestare le capacità professionali. In tutti questi anni mi sono impegnato dunque anche sotto il profilo formativo, sostenendo esami ed iscrivendomi all’Albo degli artigiani. Ogni anno seguo dei corsi specializzanti, per crescere personalmente e professionalmente. La clientela è varia, comprende turisti di passaggio e gente del posto, ma i gusti non cambiano mai: i gelati tradizionali non tramontano mai. Negli anni ho proposto delle novità, piccole specialità come i semifreddi nei bicchieri, il gelato al marzapane con la pasta di mandorla aromatizzata all’arancia, il cremino alla banana, le granite alla frutta fresca... Cerco di stare attento alle intolleranze al lattosio e alle contaminazioni da glutine, uso prodotti naturali e di qualità, non uso conservanti. Il laboratorio è il mio regno mentre al banco mi aiutano mia moglie e, in estate, alcune ragazze. Le stagioni volano, le ore non si contano, ma quando c’è la passione tutto è più semplice di quanto si creda. La soddisfazione più grande? Ogni cliente che gusta felice il suo gelato!».

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