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Vallo tomo, ricorso respinto in aula

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Il consiglio comunale di Arco ha rigettato, «poiché infondato», il ricorso alla giunta comunale presentato dal coordinamento ambientalista (associazione «WWF per il Trentino», «Italia Nostra» sezione di Trento, il «Comitato per la salvaguardia dell’olivaia» e «Comitato per lo Sviluppo sostenibile») nei confronti della delibera dello scorso 27 novembre inerente l’approvazione in linea tecnica del progetto preliminare dei lavori di messa in sicurezza del versante orientale del Monte Brione.
Il punto all’ordine del giorno, approvato dalla maggioranza, ha innescato un acceso dibattito in aula sul vallo-tomo.
«Sono fortemente preoccupato che tutti questi rallentamenti possano mettere a rischio la vita delle persone - ha ammonito il sindaco Alessandro Betta - da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile per accelerare la realizzazione dell’opera. Dai monitoraggi che abbiamo condotto non abbiamo notizie di rischi imminenti ma gli studi non possono prevedere tutto. Il lavoro “cavilloso” non ha portato a nulla se non a rallentare l’opera, che è urgente e che non è peraltro cambiata».
Dura reazione della consigliera pentastellata Lorenza Colò: «Constatiamo con quanta leggerezza i progettisti elaborino questi progetti e vengano approvati. Il vallo-tomo rovinerà la zona del Brione, le alternative c’erano, bastava valutarle. Le associazioni ambientaliste vanno ringraziate», ha affermato.
«Se si avesse davvero a cuore la celerità di realizzare l’opera - ha osservato il consigliere di minoranza Giovanni Rullo - allora bisognava considerare altri tipi di interventi in parete, i lavori del vallo-tomo si fermeranno peraltro per lunghi periodi dell’anno per salvaguardare la fauna esistente».
Secondo l’opposizione presentata dalle associazioni ambientaliste e bocciata dal consiglio comunale, infatti, la deliberazione sarebbe dovuta essere annullata in quando lo «Studio di incidenza ambientale Zona Speciale di Conservazione» del Servizio Aree protette e Sviluppo sostenibile della Provincia avrebbe fondato il proprio parere positivo di incidenza ambientale non considerando alcune aree che invece sarebbero interessate dallo sviluppo dell’opera. Tuttavia, come illustra la delibera approvata, «la progettazione preliminare non è corredata degli studi e pareri afferenti la valutazione di impatto ambientale che, viceversa, risultano pertinenti alla progettazione definitiva dell’opera».

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