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Campi padani a secco, lago di Garda

giù di un centimetro al giorno

Ancora lontano il minimo storico del 2003 ma gli esperti sono preoccupati per il perdurare della siccità

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Il lago di Garda sta calando di un centimetro al giorno, abbondante. Qualora non piovesse durante agosto, ci potrebbero essere alcuni problemi a inizio settembre. Sabato 1° agosto il bacino benacense stava a quota 64 centimetri sopra lo zero idrometrico (posto a 64,027 metri sul livello del mare); venerdì 7 agosto a +55 cm. Il livello viene misurato a Peschiera in corrispondenza dell’emissario, il fiume Mincio. Viene espresso in centimetri in relazione allo zero idrometrico. Quando la superficie è a 0 centimetri significa che il livello del bacino è così basso che l’acqua non riesce a uscire spontaneamente nel fiume Mincio. Manca dunque poco meno di mezzo metro dai 10 centimetri toccati nel 2007 e dal minimo assoluto degli ultimi 50 anni per il Garda, quel +8 centimetri registrato nell’estate 2003, l’anno della grande siccità.

L’allarme rosso è posto a quota +15. A quel punto iniziano seri problemi di navigazione per la Navigarda, difficoltà per le imbarcazioni a vela a entrare e uscire dai porti, questioni estetiche legate alle alghe, conseguenze naturalistiche per alcune specie di pesci che depositano le uova sulla battigia e che poi si seccano al sole. Va aggiunto al saldo anche il danno d’immagine che colpisce l’industria del turismo.

L’acqua in uscita, allo sbarramento di Salionze (nella foto), è attualmente alla portata massima: 80 metri cubi al secondo: 65 servono per le campagne padane, "mentre 15 - spiega Luigi Mille, direttore dell’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo ) - sono quelli di “solidarietà” per il Po, altrimenti il mare risale il fiume alla foce impedendo i prelievi per uso irriguo e con la possibilità di interessamento della centrale di potabilizzazione di Ponte Molo".

Il Veneto aveva chiesto a fine luglio un deflusso maggiore ma la Comunità del Garda (ente interregionale che raccoglie numerosi comuni lombardi, veneti e trentini) si è opposta. Nella riunione di mercoledì "è stata condivisa l’istanza e la posizione della Comunità - ha fatto sapere il segretario Pierlucio Ceresa - e il deflusso non è stato aumentato".

Il direttore di Aipo (agenzia delle regioni Lombardia, Veneto, Emilia romagna e Piemonte a cui va aggiunta la collaborazione con la Provincia di Trento per la gestione delle piene e delle magre), in ogni caso, chiarisce che è tutto sotto controllo. Si andrà avanti con questo deflusso fino a metà agosto. "Contiamo di arrivare al 15 agosto - chiarisce Mille -  con il Garda sui 40 cm. Intanto speriamo che piova un poco. Poi calaremo il deflusso da Salionze a 65 metri cubi al secondo e a fine agosto, se proprio non dovesse piovere potremmo trovarci sui 20 cm sopra lo zero idrometrico".

Il lago di Garda è un grande bacino di 50 miliardi di metri cubi di acqua: "La fascia regolabile - fa notare Mille - va dallo 0 idrometrico ai 140 cm che è il massimo invaso possibile. Ogni centimetro di acqua del Garda corrisponde a 3,7 milioni di metri cubi. Per cui la nostra fascia regolabile corrisponde a circa 500 milioni di metri cubi, l’un per cento del totale del volume. Le campagne agricole della pianura mantovana ci chiedono 800 milioni di metri cubi all’anno, il resto ci deve venire dalle precipitazioni, cosa che avviene di solito con le piogge primaverili. Come Aipo manteniamo l’equilibrio tra le esigenze di acqua potabile, navigazione, turismo e agricoltura".

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