Diciotto anni e già all'opera tra i motori

di Chiara Turrini

"Mamma e papà mi volevano principessina, e invece si sono trovati il meccanico". Maddalena Pauletti, 18 anni, ha realizzato il primo di una serie di sogni, il cui comun denominatore sono i motori. Maddalena infatti è una "principessina" che nel mese di luglio ha lavorato in un’officina meccanica, assecondando la passione per auto e moto che coltiva fin da piccola.

"Allora ero un maschiaccio e andando in bici avevo cominciato a mettere a posto i telai - ricorda - Poi crescendo è arrivato il motorino, sul quale ho sempre lavorato, smanettando per bene. E intanto seguivo Formula Uno e Moto Gp, con mio padre, con i miei amici". Da grande vuole fare l’ingegnere automobilistico, magari lavorare per la Audi in Germania, la patria della meccanica, o dietro i box della Moto Gp. Per il momento, però, bisogna finire le superiori a Rovereto, Iti indirizzo meccatronica. I 30 giorni in carrozzeria sono stati un passo avanti verso l’obiettivo e "una delle esperienze più belle finora".

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Lo stage presso la "Nuova Carrozzeria Appolloni" è capitato per caso. Maddalena vi si era recata a causa dell’auto della madre, che aveva bisogno di una sistemata. Proprio in quel periodo la ragazza stava cercando un lavoretto per l’estate, ma la famiglia la pensava dietro il banco di un negozio o di un bar. E invece Maddalena, parlando con il titolare, azzarda il desiderio di fare esperienza in carrozzeria. Lì per lì non succede niente. Quando però torna, Bruno Appolloni si avvicina e le dice: "Cominci il primo di luglio".

"E io sono stata la persona più felice della terra!" commenta Maddalena esprimendo riconoscenza al titolare e ai suoi sei colleghi. "All’inizio, certo, un po’ di normale diffidenza, ma poi ho cominciato a smontare, rimontare, scartavetrare le carrozzerie che devono essere riverniciate. Sembra una cosa da niente ma se si scartavetra male il colore non tiene. Sono felice delle responsabilità che mi sono state date". Ma com’è essere una diciottenne animata dalla passione per le moto e le macchine? Maddalena ci tiene a precisare: "Non solo motori, suono il pianoforte, la chitarra, sto per diventare cintura nera di judo. Ma nel tempo libero disegno anche moto".

Farsi la manicure non è tra le sue priorità: "Le mie sono mani che lavorano, non mi importa delle unghie. Ma quando esco so di essere una femmina, quindi mi vesto come tale, anche se quando mi chiedono cosa faccio rispondo che lavoro da un meccanico. Mi accorgo di essere particolare rispetto alle mie coetanee. Ho soprattutto amici maschi, ma quando esco con le amiche loro parlano di moda mentre io vorrei parlare magari delle cadute di Marquez e cose di questo tipo. Una volta un ragazzo mi ha detto: “Allora ti sposo!”. E invece niente fidanzato, dopo una relazione finita proprio perché lui non approvava la mia passione per i motori". Uomini e donne sono uguali, altro che "sesso debole"!

"Nel campo della meccanica ci sono pochissime donne - spiega - ma non so come mai, visto che è un ambito che richiede accuratezza e attenzione, doti molto femminili. É un po’ come la medicina: quando arriva un motore che ha un problema, bisogna capire qual è, e rimediare. Ci sono molti medici donna, ma pochi meccanici! Vedendo la precisione con cui alcune amiche si applicano lo smalto, penso che sarebbero degli ottimi verniciatori". Tanto giovane quanto volitiva ("i miei volevano facessi il liceo, come mio fratello che quest’anno si è diplomato con il 100, ma dopo una bocciatura hanno capito che la mia strada era l’istituto tecnico"), tanto femminile quanto a suo agio con se stessa ("nella mia scuola ci sono pochissime ragazze; non bisogna essere intimorite da un ambiente maschile"), Maddalena è una vera donna, e invita le altre a non avere paura: "Mi sembra che molte ragazze abbiano timore ad esprimere le loro passioni. Non è giusto sopprimerle o nasconderle perché esulano da quello che è lo stereotipo femminile di oggi. Dobbiamo dimostrare che una donna può dare un grande contributo: noi possiamo cambiare il mondo".

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