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Addio a Marco Stenico: per 20 anni

sindaco di Fornace

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Marco Stenico, classe 1952 per vent’anni sindaco a Fornace, è morto alle 9.30 di ieri all’ospedale Santa Chiara di Trento. A salutarlo i congiunti più stetti - la moglie Ivana, i figli Mauro e Nicolò, i fratelli Carla e Flavio, la nuora Gloria - che con lui avevano lottato e sperato fra segnali positivi e regressi, fino da quel 17 febbraio scorso quando un arresto cardiaco lo aveva preso di mira.

Attivo nell’associazionismo della sua comunità alla quale si sentiva fortemente legato, Stenico (nella foto con il figlio Mauro) aveva mosso i primi passi da protagonista già dal Gruppo culturale giovanile di Fornace da dove, negli anni ‘70, ha perso parte al rinnovamento della Pro Loco. Quindi, numerosi incarichi politici in ambito comprensoriale, nelle fila dell’allora Democrazia cristiana. Frattanto, per Marco Stenico - papà dell’attuale sindaco di Fornace, Mauro - impegno professionale soprattutto legato all’imprenditoria del porfido. «Per me è stato maestro di vita, e in quest’ultimo anno un combattente a lottare, fiducioso e con fede» lo ricorda il figlio Mauro.

E’ nell’anno 1980 che Marco Stenico viene eletto consigliere comunale a Fornace, e poi assessore. Quindi vicesindaco dal 1983 e sindaco per un ventennio, dal 1985 fino all’anno 2005, quando a subentrargli sarà il suo vicesindaco: Pierino Caresia che rimarrà in sella fino al 2015, prima di spiccare il volo verso l’attuale presidenza nella Comunità di Valle Alta Valsugana e Bernstol. «Serbo il ricordo di una bella esperienza, perché basata sulla fiducia reciproca, quando io ero assessore alle attività culturali e poi vicesindaco al suo fianco» ricorda Caresia. Che, di Stenico sottolinea il grande attaccamento alla storia e alle radici della sua comunità, anche attraverso le meticolose ricerche fra gli emigrati «Fornasi» in Brasile.

Di Marco Stenico quale «persona che ha dato tanto alla sua Comunità» parla pure l’attuale vicesindaco di Fornace, Marco Antonelli, che all’allora primo cittadino era stato al fianco in giunta. Fino a quando ha potuto Marco Stenico è stato volontario nell’Associazione Carabinieri.
Certamente, nei tanti anni a amministrare Fornace da parte di Marco Stenico, non sono mancati i dibattiti, anche forti. «Battaglie politiche - le definisce Alfonso Girardi che è stato per più di trent’anni l’emblema e il simbolo della minoranza consiliare. Sette legislature per Girardi - ora ottantenne - delle quali cinque in presenza di Stenico. «Con il quale c’è però sempre stata lealtà e condivisione per il progredire della nostra comunità» aggiunge un commosso Girardi che, al pari di Stenico, dice che avrebbe salutato con favore l’Unione fra comuni.
Oltre all’impegno politico e nel volontariato, per Marco Stenico, anche attività industriale ben oltre i confini locali. Tutto a concorrere all’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine «al merito della Repubblica Italiana».

Erano gli anni ruggenti di un settore, quello del porfido, che usciva dall’ambito della Valle di Cembra. Stenico iniziò a fine degli anni Settanta e negli inizi degli anni Novanta costituì con il fratello Flavio la «Porfidi International srl», società azionista di maggioranza della «Porfido Patagonico» e della «Porfidi International de Argentina» che operano in Patagonia dal 1994. Poi nella «Porfidi International de Mexico Sa.De.Cv.». E nel nuovo millennio (2001) Stenico prende parte alla costituzione della «Diamex srl» di San Paolo d’Argon, attiva nel settore dei dischi diamantati per il taglio delle pietre. Del 2003 è la fondazione della «Porfidi e granulato Camparta srl». Successivi incarichi, per Marco Stenico, anche in Cassa rurale, Espo, Consorzio produttori porfido Fornace, Assindustria e Camera di commercio.
Domani alle 15 il funerale a Fornace, dove sarà proclamato «lutto cittadino»

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