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Slot, videolottery e azzardo:

per ogni perginese nel 2017

spesi oltre 1200 euro

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Aumenta a Pergine, la spesa media pro capite in gioco d’azzardo e slot machine: un incremento del 42%, dai 903 euro del 2016 ai 1.284 euro del 2017. È questo il dato più significativo che si può ricavare dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riguardo Pergine.
Un dato che supera la spesa media in provincia di Trento (che si attesta a 970 euro) ma che sostanzialmente eguaglia la giocata media italiana.
Questo dato però dice poco se non lo si accosta a quanto si è giocato globalmente, a Pergine, nel 2017: si arriva infatti all’astronomica somma di 27,47 milioni di euro (praticamente quanto metà bilancio del Comune di Pergine).
Anche in questo caso, se rapportato alla spesa del 2016, si assiste ad un incremento del 42%, in quanto l’anno precedente si arrivò a 19,3 milioni di euro.
Si vince a volte, certo, ma sempre troppo poco: a svanire nel nulla sono stati oltre 6 milioni di euro, mentre i proventi vanno in parte ai bar e locali forniti di macchinette, mentre il resto, la fetta più grande e sostanziosa, alle concessionarie, molto abili ad aggirare tassazioni e controlli fiscali italiani avendo spesso sedi estere.
E quest’incremento sussiste nonostante siano paradossalmente diminuite le cosiddette «macchinette» nel territorio comunale: si è infatti passati dalle 165 del 2016 alle 143 del 2017.
Ma dove si spendono tutti questi soldi? Per la maggior parte (11,3 milioni di euro) nelle videolottery, seguono le AWP, acronimo di Amusement With Prizes e anche dette new slot (con 9,6 milioni di euro), le lotterie istantanee, categoria nella quale confluiscono quelli che in gergo vengono chiamati «gratta e vinci» (3,8 milioni di euro), il classico gioco del Lotto (2,23 milioni di euro) e il Superenalotto (454 mila euro). A seguire tutta una lunga serie di altri giochi e scommesse.
Il dato non contempla però un’altra gamma di giochi nei quali confluiscono pure milioni e milioni di euro, ossia il gioco online, il cui controllo è ancora più difficile.
Una vera e propria «piaga sociale» che porta sempre più persone ad essere affette da una patologia di dipendenza: si parla di una stima di circa 10 mila persone solo in Trentino.
Pergine quindi si piazza nella parte alta della classifica dei quasi 8.000 Comuni italiani nei quali si gioca di più: un triste primato, perché in questo caso a vincere è sempre e comunque il banco.

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