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Castello di Pergine

3,7 milioni per l'acquisto

La Rurale anticipa 3,3 milioni: L'11 aprile la riapertura

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La riunione coi sottoscrittori, al teatro di Pergine

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Si è aperta con ben 805 ringraziamenti la prima assemblea dei sottoscrittori della Fondazione Castelpergine dopo la firma del rogito per l’acquisto del castello di Pergine: tanti infatti sono le persone, le aziende, le associazioni che hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo di rendere il maniero che sovrasta Pergine il primo bene storico collettivo del Trentino.
 
Prima assemblea pubblica quindi dopo oltre un anno, che ha avuto come protagonista il castello ancor più che le persone che hanno permesso di realizzare questo scopo. I cinque membri del consiglio di amministrazione hanno avuto infatti un ruolo secondario (Denis Fontanari ha condotto sul palco mentre il presidente Carmelo Anderle ha parlato solo in conclusione), mentre sul grande schermo del teatro comunale, affollato di circa 300 persone, venivano proiettati i dati relativi alla compravendita ed i progetti culturali per il 2019.
 
Svelato il costo finale del castello: 3,7 milioni di euro, coperti dal contributo della Provincia (1,85 milioni di euro), dal mutuo acceso con la Cassa Rurale Alta Valsugana (1,5 milioni di euro) e dalle sottoscrizioni (600 mila euro da 802 sottoscrittori, dei quali 65 associazioni e aziende e 727 privati contando anche i 100 mila euro di Comune e Cassa Rurale). Il contributo della Provincia, che arriverà solo una volta acquisite le quote della società Castelpergine srl (100 mila euro) e cioè verso fine gennaio o inizio febbraio, è stato anticipato alla Fondazione dalla Cassa Rurale, permettendo quindi la firma del rogito entro i termini stabiliti.
 
Facendo quindi un rapido calcolo, la disponibilità economica complessiva della Fondazione ammonta a 3,95 milioni di euro: la rimanenza dopo il versamento della compravendita, come spiegato l’altra sera, servirà ad acquistare la società di gestione e affrontare gli oneri connessi entro il 23 febbraio 2019, data limite entro la quale tutto deve essere di proprietà della Fondazione.
 
Entro fine aprile verrà poi convocata una nuova assemblea per l’elezione del consiglio di amministrazione di 7 membri: i 5 attuali, è già stato annunciato, si ricandideranno.
Singolare coincidenza numerica per l’apertura e la chiusura di stagione, annunciate per l’11 aprile (11/04) e il 4 novembre (04/11), con feste al 13 aprile e al 2 novembre.
Svelato anche l’artista che allestirà la nuova grande mostra di opere: sarà il trentino Giuliano Orsingher. Ricco ed ancora in costruzione il piano culturale, che vede riproposti appuntamenti classici (Domenicastello, L’ora che non c’è) a una nuova rassegna teatrale estiva e altri appuntamenti culturali, oltre all’apertura a tutte le associazioni locali.
 
Sul palco del teatro anche l’architetto Fabio Campolongo, della Soprintendenza della Provincia, che ha parlato della necessità di vigilanza e manutenzione al castello (ha parlato di un grande cantiere dove «vivere nell’urgenza ma senza fretta»), e poi i rappresentanti degli enti pubblici: gli assessori Elisa Bortolamedi e Sandro Beber (la Comunità di Valle sosterrà economicamente le iniziative culturali), il presidente della Cassa Rurale Franco Senesi e Carmelo Anderle, presidente della Fondazione, che ha ricordato le tappe di quest’avventura: «Sarebbe stato un delitto - ha detto Anderle - buttare via il lavoro di 25 anni di Theo e Verena. Abbiamo vinto questa scommessa, ma ora tutti dobbiamo voler bene al castello perché c’è ancora bisogno dell’aiuto di tutti. Ringrazio tutti, anche quelli che non ci hanno creduto o sono rimasti indifferenti».

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